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Inizia una nuova avventura, tutta da vivere su queste pagine. Questo è il primo articolo della rubrica che ci accompagnerà per ogni gincana del campionato mondiale di Formula 1. Ancora una volta, passione italiana.

formula 1

A Barcellona la quinta doppietta di fila Mercedes, con il solito Hamilton sul gradino più alto del podio. Verstappen si guadagna la terza posizione. Ferrari quarta e quinta, rispettivamente con Vettel e il giovane Leclerc.

Candidato Hamilton. C’è un verbo che sintetizza bene: asfaltare. Parte, sfrutta l’occasione, si mette davanti e non molla più. Fratello martello colpisce ancora. Va così forte che anche la safety car è un impedimento. Il teatrino lì dietro poteva risparmiarselo.

Candidato Bottas. Weekend perfetto fino a stamattina, quando Nico Rosberg ha deciso di togliersi tuta e casco per riconsegnarli al finlandese versione passata, quella glabra. Si scherza. Sociologicamente sarebbe emozionante vedere Bottas vincere questo mondiale, dare scacco matto al campione dei campioni, essere rappresentante di tutti noi comprimari della vita. Filosoficamente si tifa per te.

Candidato Verstappen. Dico solo una cosa: ci vediamo al Gp di Monaco, prossimo appuntamento.

Candidato Ricciardo. A me, quando ti vedo li in undicesima posizione, con Vanzini che dice “Ricciardo vede un punto davanti a lui”, vengono le lacrime agli occhi. Spero che il progetto Renault riservi sorpese future. Ma lo dico per lui, dal cuore.

Candidato Alfa Romeo. Che brutto week-end, ma proprio brutto. Credo in Giovinazzi: lo si percepisce l’impegno nelle persone che danno il massimo. Kimi, ma cosa devo dire? Leggenda sempre, ultimo campione con la Ferrari, un giro sbagliato ci può anche stare.

formula 1

Candidato Formula 1. Sentivo Turrini dire che, se fosse per lui, introdurrebbe nella Formula 1 le regole della F2. Condivido appieno: 2 gare, seconda gara con inversione delle prime otto posizioni in base all’ordine d’arrivo di gara 1 e con caratteristiche sprint race, cioè più corta e senza obbligo di soste. Dinamica, spirito, velocità e giochi del destino. Più vicino alla vita, no?

Candidato Ferrari. Tristezza e malinconia imperanti. Potrebbe andare peggio: potrebbe piovere (cit.). Qui a Bologna sicuro, magari avesse piovuto a Barcellona. Nessuna mano destra rossa sul podio. Seb e Charles come eroi dostoesvkijani, costretti a lottare con i denti contro un destino crudele che sa di natura maligna. Si possono giudicare le dichiarazioni di Vettel a inizio stagione? Quel famoso “macchina quasi perfetta” pronunciato dopo i test, proprio in questa torrida e infernale capitale catalana? Anche no, fa male. Nell’apatia sportiva del momento si può solo dare un consiglio esistenziale. Ferrari faccia come i nichilisti, pessimisti per natura, e del futuro dichiari sempre: “Va male, ma molto male.” Così, se proprio proprio, potrà solo che migliorare. Tentativo di sorpasso di Vettel all’inizio, giustificato e da tutti in piedi sul divano. Come dicono i Rolling Stones: you can’t always get what you want, but if you try sometimes… (trad. Non puoi sempre ottenere quello che vuoi, ma se ci provi ogni tanto…)

Ma se ci provi…

Candidato Futuro. I giovani lottano, vedi Gasly e Leclerc. Verstappen ormai sembra un navigato; Albon davanti a Ricciardo; le formule minori pullulano di lottatori accaniti. Il futuro si prospetta interessante. Sempre il maestro Turrini dice che Robin Raikkonen, il figlio di Kimi, cresce molto bene. E che dire di Mick Schumacher, figlio di Michael. Che sogno, padre e figlio.

Father and son.

I know I have to go (cit.)

Ora devo andare, anche io.

A presto