Condividi:

Lo strano caso di Maradona e un ragazzo, chiamato Diego

diego maradona

Fischio d’inizio. Ci schieriamo a metà sala in attesa dell’anticipata stampa di Diego Maradona, film di Asif Kapadia (UK / 2019 / 130′). Correggo, non un film, ma un documentario. Fin dai primi minuti le immagini scorrono in maniera fluida, coinvolgente. Si susseguono senza sosta momenti salienti della carriera sportiva di uno dei calciatori più famosi della storia. L’inizio del racconto vero e proprio ci prende in contropiede, alternando scatti della città natale dell’argentino con riprese tv storiche di alcuni suoi momenti al Boca Junior e al Barcellona. La grande carica emotiva di un’icona sportiva ancora giovane e trasognante ci prende in contropiede, scalza la difesa delle nostre aspettative e ci spiazza con freddezza disarmante. Diego Maradona 1 – Radio 1088 0.

Ci accorgiamo che dobbiamo cambiare passo, ci raddrizziamo contro gli schienali. Dobbiamo ammetterlo, sapevamo che fosse un documentario da non perdere, ma non ci aspettavamo di vedere un lavoro così puntuale, sia nella forma che nei contenuti. Senza mai sfociare in una celebrazione eccessiva del mito sportivo, il regista ha portato sullo schermo anche la sua vita privata, nonché i ben noti problemi di droga che hanno poi messo fine alla carriera napoletana del giocatore.

Kapadia fa una chiara distinzione tra i due veri protagonisti del lungometraggio, questa viene dal racconto dell’ex-preparatore atletico del Pibe de Oro. Il primo è Maradona, il personaggio. È infallibile, impeccabile ed intoccabile. Ha tutta la protezione che gli serve, l’affetto dei tifosi e il silenzio di chi lo ama anche al di fuori del San Paolo. Il secondo è Diego, l’uomo. Anzi è prima un ragazzo, che arriva a Napoli con un bagaglio di insicurezze dopo due stagioni disastrose a Barcellona. Un ragazzo però, che si fa bandiera di una città intera. L’alternarsi dei due alter ego del protagonista è un’altra delle potenti sottolineature fatte dal regista. Quest’ultimo è un vero fuoriclasse e fa sentire il peso dell’Oscar che si è portato a casa nel 2016. Diego Maradona 2 – Radio 1088 0.

Palla al centro. Ai nostri occhi non è la glorificazione né la condanna del vero Maradona. È piuttosto un manifesto di Maradonesimo, una religione che ha avuto fedeli e persecutori, tifosi e giustizieri. Senza schierarsi, il documentario è un tutto tondo del genio della selección e noi, che abbiamo la fortuna di essere affezionati al mondo del calcio, ci godiamo lo spettacolo, senza farci inutilmente giudici del personaggio, né dell’uomo, compito che spetta ad altri. Radio 1088 segna un gol di rapina e accorcia le distanze.

Ma questo non è un documentario solo per gli amanti dello sport o per qualche nostalgico che si è scordato la nostra semifinale a Italia ‘90. È incisivo, profondo ed interessante. Rimane anche negli occhi e nelle orecchie di uno spettatore curioso che non sia un fan né un tifoso ed è questa la sua vera forza. Il finale è carico di sentimento, di forza: è tutto semplice e molto efficace allo stesso tempo. Come ogni azione da gol dovrebbe essere. Corsa in solitaria fino al limite dell’area, salta due uomini, sposta la palla sul sinistro e poi gonfia la rete.
Diego Maradona 3 – Radio 1088 1.
Ma è una partita che noi vorremo rigiocare uguale in futuro.

Triplice fischio. E si va tutti sotto la doccia.

Il film sarà nelle sale italiane SOLO il 23, 24 e 25 settembre di quest’anno.

A Bologna è disponibile in anteprima SABATO 8 alle 21:30 e DOMENICA 9 alle 15:00 al Cinema Arlecchino.

 

(torna alle News)