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La nostra colonna sonora. Da non perdere.

Chiamarla grandine è decisamente un eufemismo. Pallettoni, palle da baseball, canederli, pokeball: questi termini descrivono sicuramente meglio quello che ieri si è riversato sulla testa dei 20mila presenti all’edizione 2019 del Bologna Pride. In un giugno con 30° di media e il sole perenne, le tre ore del felsineo carnevale arcobaleno sono state bagnate dall’inizio alla fine, oltre che sferzate da un vento di odore triestino. Una punizione divina? Sicuramente, se esiste un Dio non è dei nostri.

Vabbè, noi lo siamo. E infatti siamo rimasti.

bologna pride

Da un certo punto di vista, le intemperie non hanno fatto altro che rendere più stoica la presenza per le strade e per le piazze. La solita, magnifica onda colorata fatta di lustrini, fard, parrucche e bandiere, ma soprattutto il consueto unirsi di sorrisi ed abbracci tra gruppi di amici che ballano e cantano in modo libero. Il pride, in fondo, è fatto per gli appassionati della libertà e molti finalmente lo hanno capito. Quello che si porta per le strade non è un discorso sulla sessualità ma un pensiero sul tipo di società che si vuole costruire assieme, togliendo la contrapposizione tra il noi e il loro, perché il pericolo è che prima o poi il noi diventi loro.

Questo è sicuramente uno dei più bei discorsi fatti dal palco di piazzale Jacchia, dal quale si è gridato alla necessità di inclusione globale per il benessere collettivo e il rispetto dei diritti di tutti. Poco spostato dal palco un gruppo di samba fa scatenare chi proprio non riesce a fermarsi, dando vita ad una colorata danza sul manto bagnato dei Giardini Margherita. Nel cielo, neanche a farlo apposta, spunta un arcobaleno quando la luce del tramonto trafigge nuvole e pioggia. Vengono quindi salutati nel migliore dei modi i migliaia che lentamente stanno completando la passeggiata Giardini-Torri-Giardini e fanno il loro ingresso da Porta Santo Stefano. Nelle loro mani ci sono striscioni di ogni tipo, provocatori e dissacranti, ma anche carichi di un certo umorismo.

Piove? Le cose bagnate vengono meglio.

Sarebbe potuto essere un disastro, ma come ogni anno il Bologna Pride si porta a casa un evento in cui a farla da padrone è un pubblico ostinato al quale pare impossibile togliere il desiderio di scendere in piazza, ballare e riempire di vita la città gay-friendly per eccellenza. Esserci era un dovere, anche se alla fine, bisogna dirla tutta, è stato più un piacere.

Lunga vita al Pride! Noi, potete contarci, ci saremo sempre.

 

Si ringrazia Camilla Suraci per le fotografie.

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