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Un uomo, un campione. Sempre.

 

Una lettera di CHIARA MEZZINI

Caro Sinisa, caro Mister,

questo forse è stato l’inizio delle tante lettere di bolognesi, sportivi e persone comuni che in questi mesi hanno cercato con ogni mezzo di dimostrarti il loro affetto. Cori scanditi dai tifosi prima di ogni fischio d’inizio e striscioni con il tuo nome, hanno riempito gli stadi ogni domenica. Tante iniziative hanno preso vita per dimostrati calore, vicinanza e tifosi di squadre diverse hanno camminato sotto ai portici fino a San Luca, tutti uniti per Sinisa.

Il tuo annuncio così inaspettato nel caldo luglio bolognese e la tua storia hanno toccato il mondo sportivo, Bologna e la sua gente. Quel 13 luglio ci siamo fermati per ascoltare le tue parole. Da quel momento nulla è stato più come prima, sei diventato parte della nostra quotidianità, non c’è bottega, negozio, ufficio, strada in cui il tuo nome non sia risuonato almeno una volta in questi mesi.

Penso agli umarells e i nonni bolognesi che in piedi davanti a un cantiere o seduti a un bar per la partita a carte, parlavano di te, chiedevano di te e leggevano con attenzione le notizie a te dedicate sui quotidiani locali. O le nuove generazioni che fra Facebook, Twitter e le testate online, attendevano il tuo ritorno sul campo. Un momento che non ha tardato ad arrivare, quel 25 agosto, quando con grande sorpresa di tutti hai seguito i tuoi sulla panchina del Bentegodi per la prima di campionato. Dimesso dal reparto di ematologia, pochi giorni dopo, hai voluto essere presente per la prima sfida casalinga contro la Spal. La mia mente in queste settimane è tornata spesso sulle immagini di quella sera. C’era un’insolita atmosfera nell’aria e tanta attesa. Pochi istanti prima del fischio d’inizio hai attraversato il tunnel e sei tornato sul campo del Dall’Ara, accolto dal fragore degli applausi del pubblico. Il passo deciso, gli occhi pieni di gratitudine e un saluto accennato con la mano verso i tuoi tifosi. Ogni tuo ingresso sul campo, in questi mesi, è stato motivo di festa e di grande emozione.

Qualche mattina fa ci siamo fermati una volta ancora, vestito rossoblù hai ringraziato i tuoi tifosi, la tua famiglia e hai comunicato il tuo ritorno, un annuncio che ha riscaldato una fredda mattina di fine novembre e ha regalato tanta speranza. Questa città ti ha accolto, ti ha abbracciato, ti ha accompagnato in questi mesi e lo farà sempre, perché sei un bolognese, UNO DI NOI!

Ci sei sempre stato anche a distanza, eppure ora è  ufficiale ed è bello poter dire bentornato a casa Mister!