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«Due delle più grandi passioni della mia vita si sono incontrate di nuovo e mi hanno regalato questa emozione, questa gratitudine. […] E nel manifestarla, non posso che partire da Ferzan Ozpetek, che ringrazio non solo per avermi permesso di posare le mie note e le mie parole sulle sue immagini, ma per tutto il suo cinema, per tutta la sua passione, per quel fuoco e quello sguardo sulla vita che da sempre mi ispira. […] Grazie alla mia famiglia che mi ha regalato questa vita meravigliosa. […] Grazie a tutti coloro mi hanno permesso di sognare e realizzare questi sogni. Tanti di loro sono sognatori come me, professionisti appassionati, studiosi innamorati di un lavoro forse meno visibile ma che in realtà rende possibile una cosa magica, l’arte».

Queste le parole a cui Antonio Diodato si è affidato in un lungo post di ringraziamento nei suoi social network dopo essersi aggiudicato la statuetta per la “Miglior canzone originale” ai David di Donatello 2020, appena tre mesi dopo la vittoria del 70° Festival di Sanremo. A trionfare è stata la sua “Che Vita Meravigliosa”, ispirata alle atmosfere del cinema di Ferzan Ozpetek e parte della colonna sonora de “La Dea Fortuna” con protagonisti Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca. Preponderante nel brano è la componente corale con la sua carica evocativa. Un ruolo altrettanto importante hanno le percussioni ed i fiati, protagonisti di un crescendo finale dal forte impatto emotivo che invita ogni uomo a danzare e ad urlare: “Ah che vita meravigliosa”.

«Sono un affamato di vita, da sempre. E questa fame si è intensificata col tempo. Crescendo, è cresciuta anche lei. I suoi odori, le sue immagini, le sue interminabili montagne russe, il vuoto nello stomaco, le sofferenze, la gioia, le incredibili coincidenze, l’amore, il dolore, questo mare incommensurabile di sensazioni è ciò che mi nutre, ciò che mi fa sentire vivo. Ed è questo che ho provato a raccontare, a racchiudere in questa canzone, nel disperato tentativo di fermare ciò che non si ferma mai. Volevo puzzasse di vissuto».

Disponibile sulle principali piattaforme musicali dal 29 novembre 2019, “Che Vita Meravigliosa” è il canto di un perenne viaggiatore, il racconto di un essere umano disperso nel mare esistenziale, il grido di un eterno bambino innamorato di questa giostra folle che è la vita. Malinconia e disincanto fanno spesso capolino; ciò che prevale, però, è il desiderio di cantare quella vita dolorosa ma pur sempre meravigliosa che ci è stata donata e che ci vien chiesto di custodire. È una vita che ci travolge, che ci scombina i piani, che ci fa piangere e ballare. È una vita di cui siamo follemente innamorati, alla quale ci aggrappiamo fino all’ultimo respiro e che non vorremmo mai lasciar finire perché oltre il dolore c’è un oceano di bellezza che ci aspetta.

Questa “è la vita che ora ho scelto e di questo non mi pento anche quando si alza il vento”!

CHE VITA MERAVIGLIOSA
Sai, questa vita mi confonde
coi suoi baci e le sue onde
sbatte forte su di me
vita, che ogni giorno mi divori
mi seduci e mi abbandoni
nelle stanze di un hotel.
Tra le cose non fatte per poi non doversi pentire
le promesse lasciate sfuggire soltanto a metà
mentre pensi che questo non vivere sia già morire
chiudi gli occhi lasciando un sospiro alla notte che va.
Ah che vita meravigliosa
questa vita dolorosa
seducente, miracolosa
vita che mi spingi in mezzo al mare
mi fai piangere e ballare
come un pazzo insieme a te.
Sì, avrei potuto andare altrove
non dar fuoco a ogni emozione
affezionarmi ad un cliché
ma… sei la vita che ora ho scelto
e di questo non mi pento
neanche quando si alza il vento.
E mi perdo nel vortice di ogni tua folle passione
tra i profumi dei fiori che posi qui dentro di me
mi fai bere i tuoi baci affinché io poi possa arrivare
dentro l’ultima notte d’estate ubriaco ad urlare.
Ah che vita meravigliosa
questa vita dolorosa
seducente, miracolosa
vita che mi spingi in mezzo al mare
mi fai piangere e ballare
come un pazzo insieme a te.
E non vorrei mai lasciarti finire
no, non vorrei mai lasciarti finire.
Ah che vita meravigliosa
questa vita dolorosa,
seducente, miracolosa
vita che mi spingi in mezzo al mare
mi fai piangere e ballare
come un pazzo insieme a te.