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L’impatto del coronavirus e della quarantena su tutto il tessuto socio-economico italiano è evidente e grave. Eppure, la mafia e il crimine organizzato ne usciranno più forti.
In che modo Cosa Nostra, ‘ndrangheta, Camorra e affini stanno rafforzando il loro potere?

di Marco Messina – Sono stati molteplici gli avvisi giunti da esperti e da coloro che operano nel campo della sicurezza e del contrasto alle mafie, allarmati dalle possibilità che il coronavirus e la quarantena sta regalando alla criminalità.

Lo hanno accennato e ripetuto, tra gli altri, Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, sottolineando i rischi che corriamo se viene meno il supporto dello Stato a cittadini e imprese.

La ragione è molto semplice: disponendo di grosse liquidità di denaro, la mafia può fornire aiuti lì dove lo Stato non riesce. Questa disponibilità di denaro, unita al parassitismo sociale tipico delle organizzazioni mafiose e al controllo del territorio, è una bomba ad orologeria.

In maniera breve, sintetica e schematica illustriamo in che modo la criminalità organizzata può sfruttare/sta sfruttando la situazione di crisi corrente.

Infiltrazioni nel tessuto sociale

Alberto Forchielli, imprenditore e operatore finanziario, ha coniato un termine che ben si adatta alla situazione sociale italiana: quello della messicanizzazione.

Significa che l’Italia si trova in una condizione molto simile al Messico: piccole zone di produzione e innovazione, principalmente nelle regioni del nord; una grossa fetta di paese in condizioni precarie e in nero; una parte in mano alla criminalità organizzata.

La crisi che il coronavirus e la quarantena hanno generato hanno costretto migliaia di lavoratori in nero a casa, senza lavoro e senza possibilità di percepire reddito.

Soprattutto nelle regioni più povere, specie nel Mezzogiorno, laddove non arrivino i famosi 600 euro donati dallo Stato arriva il sostegno economico dei boss locali che, in cambio di qualsiasi genere di favori futuri, non esitano ad elargire aiuti economici a chi ne fa richiesta.

Una trappola mortale per lo Stato: è così che la mafia fidelizza e unisce a sè le frange più povere e in difficoltà della popolazione.

Un motivo in più per investire in sussidi statali. E’ una battaglia che lo Stato non può permettersi di perdere.

Infiltrazioni nel tessuto economico-produttivo

Quarantena = niente lavoro e stabilimenti produttivi bloccati (per quelli che non possono convertirsi allo smartworking).

Niente lavoro e stabilimenti produttivi bloccati = mancanza di profitto.

Mancanza di profitto = rischio chiusura o chiusura per quelle aziende e imprese che non dispongono di liquidità per restare aperte.

Il parallelismo è il medesimo espresso nel paragrafo precedente. Un imprenditore la cui azienda è in crisi di liquidità ha diverse scelte. Chiedere un prestito alle banche e/o altra forma di sussidio economico (bancario o statale) è una, ma non saprei quanto efficace o palliativa, soprattutto considerate eventuali lungaggini burocratiche.

Un’altra è chiedere nuovamente l’intercessione della criminalità organizzata. Questo significa accettare prestiti e sussidi economici da parte della mafia, la quale entrerà in affari con l’impresa in questione.

A questo punto gli scenari sono molteplici. L’imprenditore si ritroverà incatenato alle necessità dell’organizzazione mafiosa, che si appoggerrà all’impresa per riciclaggio di denaro o altro genere di bisogni legati alla criminalità.

Ancor peggio, per quelle imprese in forte crisi e a rischio chiusura, le organizzazioni criminali possono offrirsi di acquistare un’azienda intera, allargando il loro giro di affari e radicandosi ancor di più nel tessuto produttivo ed economico nazionale.

Contro la crisi del coronavirus e della quarantena, serve una maggiore e inamovibile presenza dello Stato

Non esiste altra soluzione, purtroppo: contro la criminalità organizzata si combatte una guerra che richiede la costante presenza e il costante supporto dello Stato, sotto ogni punto di vista: normativo-amministrativo, economico, sociale.

Quello delle frange più povere della popolazione e delle imprese in crisi e un vero e proprio mercato che Stato e mafia finiranno per spartirsi. Una partita delicata ed estremamente critica per la tenuta del paese, per la sua stabilità politico-economica, per la sua salute in generale.