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PODCAST TOTALE

Il calcio è sicuramente lo sport più amato, diffuso, praticato e guardato in Italia. Nel nostro Paese non è solo uno sport, è uno stile di vita, una mentalità, un caleidoscopio con cui guardare il mondo da altre prospettive. E questo lo sa bene Stefano Borghi, giornalista e telecronista di fama nazionale, autore di un podcast che di questo modo di vivere il calcio ne fa un marchio indelebile: Cronache dei ’90.

Il podcast è prodotto da StorieLibere.fm, un progetto di narrazione ed intrattenimento che produce contenuti on demand di tipo seriale e non. Un marchio di fabbrica che vanta contenuti validi e di successo, tra cui Romantic Italia di Giulia Cavaliere e Fucking Genius di Massimo Temporelli, nonché collaborazioni significative come quella con Michela Murgia per Morgana e con Roberto Burioni per il nuovissimo Medical Facts.

Cronache dei ‘90 è il racconto di famose partite di calcio che hanno segnato l’ultimo decennio del ‘900, quello per l’appunto degli anni ’90. Ma è anche il racconto di quello che è avvenuto fuori dal campo, tra la gente, nei bar, nelle strade ma soprattutto nelle case discografiche. I racconti, infatti, sono accompagnati dalla musica contemporanea al periodo della partita in questione, proprio ad entrare a capofitto in quel momento della storia.

Borghi introduce sempre con parole sapienti e coinvolgenti la partita che andrà a raccontare. Lo fa partendo dal contesto socio-storico in cui essa si colloca. Parla dei grandi avvenimenti che son successi, degli usi e dei costumi di quel periodo e della musica che veniva suonata nelle radio e ballata durante i concerti. La narrazione procede con una parte di approfondimento statistico e storico circa la situazione delle due società di calcio in questione, andando a scavare nelle memorie storiche di una e dell’altra in modo da creare contesto a quello che sarà il racconto vero e proprio della partita. Parte la presentazione delle squadre con grande utilizzo di descrizioni pittoresche e significative di tutti i giocatori e allenatori di entrambe le formazioni. Di ogni calciatore Borghi delinea in modo avvincente, attraverso paragoni e metafore, lo status fisico e mentale al momento della partita presa in considerazione. Raccontando curiosità, aneddoti e dettagli dentro e fuori dal campo degli atleti in questione, l’autore riesce a tenere alta l’attenzione senza mai rendere banale la narrazione e senza scadere nell’effetto “lista della spesa”. Dulcis in fundo c’è il racconto della partita. Match famosi narrati in maniera magistrale e meticolosa da Borghi, il quale mescola parti di telecronaca dettagliata al racconto delle conseguenze emotive che le azioni di gioco hanno sugli stessi giocatori in campo. Un turbinio di emozioni che arriva al culmine nel momento in cui quelle partite così famose sono diventate tali.

Nella seconda stagione iniziata da poco (e ancora in corso) il format è leggermente cambiato: non si parla più di una specifica partita bensì di un singolo calciatore e di una sua “partita della vita”. Inoltre è stato inserito nella produzione anche l’ex calciatore del Milan Billy Costacurta, nel tentativo di dare nuova linfa. Due leggeri cambi di direzione che hanno modificato in qualche modo l’assetto originale e che forse più che aiutare tolgono un po’ di brillantezza all’opera. Tuttavia, questo non inficia in maniera significativa la bellezza e la godibilità del podcast.

Esempio lampante della magia che regala Cronache dei ‘90 è il racconto della finale di Champions League 1998-1999 tra il Manchester United di Alex Ferguson (che a breve sarebbe diventato Sir) e il Bayern Monaco del rigoroso Ottmar Hitzfeld. Giocatori come Beckham, Giggs, Yorke da una parte, Matthaus, Zickler, Basler dall’altra. Borghi presenta la coppia difensiva Stam-Johnsen come “due che non vorresti mai incontrare in un vicolo buio, sono grossi brutti e molto cattivi, due buttafuori con tutti i crismi”. Il racconto della partita è allucinante quasi quanto i minuti di recupero della partita stessa. Le parole di Borghi sono queste: “Il tempo di recupero di Manchester United – Bayern Monaco del 26 maggio 1999 è un qualcosa che si stacca dallo spazio e dal tempo comuni, è una sorta di contenitore cosmico indipendente. C’è dentro tutta l’essenza del calcio: la sua imprevedibilità, il suo essere costantemente specchio della condizione umana, dipendente dalle proprie abilità ma anche soggetta al destino che però si può in qualche modo determinare”. L’uscita di Matthäus in passerella (era alla sua ultima partita) prima della disfatta, la decisione di Ferguson di non schierare dall’inizio alcuni giocatori e il suo discorso negli spogliatoi durante l’intervallo, i due legni presi dal Bayern e i due gol fortuiti nei 3 minuti di recupero di Sheringham e Solskjaer entrati in campo nel secondo tempo. Momenti raccontati come girandole di emozioni contrastanti da Borghi, tali a renderli ancora più indelebili nella memoria di chi magari quella partita l’ha vista.

Per creare questa atmosfera Borghi, all’interno dei 30-50 minuti di durata media del podcast, si serve di alcuni espedienti narrativi e tecnici: effetti sonori didascalici e di transizione tra un momento e l’altro della narrazione; estratti audio dei cori originali delle tifoserie; estratti audio di telecronache e interviste originali, quindi rigorosamente in lingua. Come detto prima l’utilizzo di canzoni famose è molto presente. La sigla del podcast è Loser dei Beck ma poi ci troviamo altri pezzi famosissimi di Moby, The Verve e tanti altri. Tuttavia se da una parte questa musica accompagna la narrazione dandole una forte contestualizzazione storica (nelle parti introduttive) ed emozionale (quando si entra nel vivo della partita), dall’altra spesso potrebbe distogliere l’attenzione dell’ascoltatore dalla narrazione in sé. Questo in termini non per forza immediati. Il rischio di focalizzare l’attenzione del fruitore sul riconoscimento e il godimento della musica all’interno della narrazione è alto ed è un rischio che StorieLibere.fm si prende praticamente in tutte le sue produzioni di podcast originali. Ma se magari grazie alla bravura di Borghi questo rischio in Cronache dei ’90 si sente meno, in altre produzioni potrebbe non essere così. Ai posteri e agli ascoltatori l’ardua sentenza.

Sicuramente Cronache dei ’90 è un podcast di alta qualità i cui contenuti più che interessanti trovano forma godibile in un lavoro vincente di montaggio. Le emozioni del calcio e di tutto il bello che gli gira attorno, l’eterno contrasto tra opposti che caratterizza lo sport come la vita e che si identifica nel binomio vittoria/sconfitta. Cronache dei ’90, tramite la voce di Stefano Borghi, riesce a farti provare quello che hanno provato i grandi protagonisti del calcio nel momento della vittoria o della sconfitta. Ma soprattutto riesce ad annullare, attraverso la sola narrazione audio, il bisogno di rivedere il video di quella partita.

Potete ascoltare Cronache dei ‘90 di Stefano Borghi per StorieLibere.fm su tutte le piattaforme digitali di streaming audio e podcast.

 

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