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It’s hurts to be alive / when you lose your pride
27 sono gli anni che compirà Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, il prossimo 12 settembre. 27 sono anche i voti che hanno separato la sua “Soldi” dal gradino più alto del podio dell’ Eurovision Song Contest tenutosi ieri, 18 maggio 2019, a Tel Aviv. A poter stringere tra le mani il trofeo del festival musicale internazionale è stato il giovane olandese Duncan Laurence, il quale racconta di aver tratto ispirazione per la sua “Arcade” dalla storia di una persona amata che è scomparsa prematuramente. Sul gradino più basso del podio si classifica, invece, il russo Sergey Lazarev con “Scream”.

eurovision 2019

Una performance essenziale e di grande impatto per la sua disarmante semplicità: così possiamo descrivere l’esibizione del vincitore della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo. Sguardo magnetico ed una storia da raccontare: queste sono le armi di Mahmood, che ha deciso, in questa occasione, di non mettere l’abito da sera alla sua Soldi. Con lui, sul palco, tre ballerini la cui maglia richiama la copertina del suo nuovo album dal titolo “Gioventù Bruciata”. Innovazione, ricerca e minimalismo: con Alessandro Mahmoud la musica italiana può ben sperare.

Forte e chiaro è, invece, giunto “l’urlo” di Sergey Lazarev che scala la top ten grazie ai 244 voti dei telespettatori di tutta Europa. Scream è un fiume in piena che ti scompiglia l’anima.

Delicata ed empatica, ma anche fragile, appare, infine, Arcade del venticinquenne olandese Duncan Laurence che si è aggiudicato anche il “Press Award”. Gli altri due premi, “l’Artistic Award” ed il “Composer Award”, sono stati rispettivamente consegnati a Kate Miller-Heidke, rappresentante dell’Australia, e a Mahmood.

Come spesso accade in occasione di questo festival musicale internazionale, la classifica parziale che vedeva conteggiati solo i voti assegnati dalle giurie dei 41 paesi è stata per lo più stravolta dai voti dei telespettatori, ribaltando totalmente il risultato finale.

L’ Eurovision Song Contest è finito, è un capitolo archiviato, ma l’amaro in bocca resta perché 27 voti non sono pochi ma non sono neanche tantissimi ed in fondo, ne sono certa, ieri sera eravamo tutti dietro uno schermo e ci abbiamo creduto tutti fino in fondo nella possibilità di riportare questo grande Festival a casa nostra.

Mi chiedi: come va? Come va? Come va? Sai già come va, come va, come va!

Il prossimo anno ci ritroveremo nei Paesi Bassi con la stessa curiosità e con lo stesso amore per il nostro Paese e per la musica. Sarà la volta buona?

Vedremo.

eurovision 2019