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Proviamoci, almeno non saremo complici.
Questa è la trascrizione dell’intervista telefonica a Luca Mercalli, climatologo e abile divulgatore scientifico, effettuata durante la venticinquesima puntata de Il Secolo X88, andata in onda il 20 maggio. Non c’è modo migliore per prepararsi al secondo sciopero globale per il clima, in atto da Milwaukee a Kyoto. L’intervista è disponibile anche in podcast al link Mercalli good vibes.

luca mercalli

X88. L’abbiamo contattata dopo averla vista alla presentazione del suo nuovo libro da Librerie Coop-Ambasciatori, dove lei ha parlato dello sciopero che avverrà questo venerdì e delle piazze mobilitate anche sull’onda del così detto “effetto Greta”. Quando ci siamo sentiti un anno fa questi elementi non c’erano e ci interesserebbe sapere la sua interpretazione: moda o vera presa di coscienza?

Luca Mercalli. Ho sempre auspicato che ci fosse una presa di posizione sui problemi ambientali da parte dei giovani e degli studenti: finalmente questo momento è arrivato, anche se con un intervento un po’ naif e inatteso da parte di una ragazza svedese che a fine 2018 ha cominciato questo suo sciopero in solitaria per il clima, poi fortunatamente seguito e imitato anche grazie agli attuali mezzi di comunicazione. Il messaggio finalmente è circolato e ha fatto breccia…meglio tardi che mai! Queste cose le avremmo potute fare già vent’anni fa e siamo arrivati ora, ma la presa di posizione resta opportuna. Spero che i grandi numeri e la pressione degli studenti contribuiscano a rendere prioritarie le politiche contro il degrado ambientale e climatico.

X88. Siamo in una settimana caldissima dal punto di vista elettorale ed è consono chiedersi se sia vero che si potrebbe verificare un “effetto Greta”, soprattutto nel nord Europa, anche nel voto. Ma noi ci chiediamo: tale effetto non si è propagato maggiormente tra giovani che ancora non hanno il diritto di voto? E di conseguenza le chiediamo: crede che esso si sia davvero propagato anche in una fascia d’età media (30-60 anni)?

Luca Mercalli. Io semplicemente spero che questi ragazzi abbiano dei genitori e questi ultimi dovrebbero essere i primi a preoccuparsi del futuro dei loro figli. Per ogni ragazzo in piazza ci sono almeno due genitori.

X88. Nel suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi l’anno scorso, già dal titolo pare aver dato un cambio di visione rispetto alla produzione precedente, la quale sembrava tendere maggiormente ad un’idea in fondo ottimista. Questa volta è stato realista al 100% con il titolo Non c’è più tempo: ha davvero perso l’ottimismo o voleva colpire già dalla copertina?

Luca Mercalli. Sicuramente io guardo i dati e in più, se penso al fatto che mi occupo di queste problematiche ormai da 30 anni, è sempre più difficile essere ottimisti. La società finora non ha risposto con la dovuta urgenza e questo a dirlo non sono solo io, ma moltissimi miei colleghi e persino il Segretario Generale dell’ONU Antonio Gutierrez, il quale si lamenta di come il clima cambia in fretta mentre noi lo facciamo troppo lentamente. A rialzare un pochino il mio tasso di ottimismo è la componente dei giovani che si sta muovendo. Bisognerà certo vedere i frutti, bisognerà vedere i risultati, ma sicuramente rispetto a solo un anno fa abbiamo esteso la base sociale di reazione. Sarà necessario vedere quanto i giovani scesi in piazza saranno in grado di tenere alta la tensione nella società per arrivare poi a risultati concreti. La sostenibilità purtroppo non si fa con le intenzioni ma con le tonnellate di CO2, con i kW/h di energia rinnovabile, con i Kg di rifiuti in meno, con le specie in estinzione che riusciamo a salvare: azioni concrete e grandezze fisiche, perché di chiacchiere ne sentiamo tante ma poi a scoraggiare ed è il motivo per cui il titolo del libro è Non c’è più tempo.

X88. Se lei potesse intervenire direttamente, anche legiferando, per bloccare o incentivare certi comportamenti, da dove inizierebbe?

Luca Mercalli. Inizierei da tante cose già in essere oggi ma purtroppo non univoche. In Italia abbiamo già una quantità di provvedimenti interessanti per l’ambiente, se pensiamo per esempio al fatto che abbiamo un’ottima legge per la riqualificazione energetica degli edifici, la quale oltre a limitare l’inquinamento ci fa anche risparmiare dei soldi sulle bollette e basterebbe usarla. Purtroppo non è obbligatoria ma è a discrezione di ognuno scegliere la possibilità di investire sulla propria casa avendo ben il 65% di sgravi fiscali per i dieci anni successivi all’investimento e non è poco! Lasciati così questi processi sono troppo lenti, io li farei semplicemente diventare obbligatori dando un termine entro il quale tutti dobbiamo aver fatto determinati lavori. Il rischio è di far diventare troppo lenta la sostenibilità e quindi che poi questa non riesca più ad avere effetti sul cambiamento climatico perché quando potrà averne sarà ormai troppo tardi e i processi naturali avranno preso ormai la strada dell’irreversibile, punendo i nostri giovani.

X88. Lei dice che se lasciamo fare alla sensibilità di ognuno il rischio è l’immobilismo. Lei nota, come la notiamo noi, una carenza dell’informazione in questa tipologia di tematiche, per quanto ormai l’ambiente sia arrivato sulle pagine dei giornali?

Luca Mercalli. L’informazione ha un’importanza cruciale in questo campo e non è mai riuscita a spiegare bene quale sia la posta in gioco. Abbiamo sempre notizie frammentarie e spesso non nella giusta prospettiva, per non parlare poi di quei media dove abbiamo perfino il fenomeno del negazionismo. C’è confusione e l’interesse dei non addetti ai lavori si sposta. Se l’informazione spiegasse approfonditamente sia le caratteristiche dei cambiamenti climatici sia le soluzioni che ognuno di noi può mettere in atto, credo che raggiungeremmo molto più in fretta questi obbiettivi. Gli unici paesi che stanno facendo qualcosa di più sono quelli del Nord Europa, quelli da cui ha avuto origine il fenomeno di Greta, la quale si lamenta del fatto che quei paese facciano poco, ma almeno in quei paesi c’è una sensibilità sociale sul tema più elevata. Quest’ultima è molto importante, anche nell’ottica dell’accettazione sociale di una legge. Sappiamo che quando una legge è troppo rigida diventa difficile ottenere i risultati sperati. Il lavoro deve essere fatto in due: da una parte l’individuo e dall’altra la politica, un passo uno e un passo l’altro perché si possa arrivare ad avere un apparato di sanzioni e incentivi che favoriscano la diffusione delle pratiche virtuose.

X88. Radio 1088 sarà molto attiva durante i giorni di IT.A.CA Festival, il festival itinerante del turismo sostenibile. Dato che stiamo ormai arrivando all’estate, ovvero il periodo principe per i viaggi, ha qualcosa da dire ai nostri lettori a riguardo, alla luce del fatto che i viaggi sono una delle prime voci tra i produttori di inquinamento?

Luca Mercalli. Bisogna essere coerenti, quindi se si vuole davvero fare qualcosa per il nostro pianeta per quanto riguarda le emissioni di gas serra partirei da scegliere itinerari di vacanza più vicini. Non usare l’aereo è un modo per diminuire di molto il proprio carico di emissioni. Io non prendo più l’aereo per turismo, lo riservo per pochissime occasioni, magari nemmeno tutti gli anni, lavorative davvero rilevanti. Spesso, in realtà, sostituisco il viaggio lavorativo con una sessione Skype. Per turismo scelgo destinazioni vicine: tra Italia e Europa abbiamo tantissime destinazioni raggiungibili in treno o anche con un’automobile, purché sia a pieno carico così che le emissioni siano suddivise. Divertirsi con basse emissioni pro capite è possibile, godendo di meravigliosi luoghi che vanno dal mare, alle montagne e alle città d’arte. Non ci manca nulla!

X88. Soprattutto potremmo iscrivere questo discorso anche nell’ottica di idee per quale non stiamo parlando di un regresso o una privazione ma un’idea di ricerca di qualcosa di diverso, magari anche di cose che abbiamo dimenticato di avere e poter apprezzare.

Luca Mercalli. Sicuramente, anche perché la moda dei voli low cost a lunga gettata è molto recente e quindi basta che ognuno pensi a come stava 10 anni fa per accorgersi di come si poteva stare benissimo anche senza fare una settimana a prendere il caffè a New York e quella successiva a Tokyo.

luca mercalli

Per tutte le info sul secondo Sciopero Globale per il Futuro in Italia puoi consultare la pagina facebook ufficiale.

 

Intervista di Michele Sabbadini in collaborazione con Stefano Bolzoni