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Giovanni Truppi live al Teatro Bibiena, Sant’Agata Bolognese

 

25 gennaio 2020, ore 21.30.

Sant’Agata Bolognese, Teatro Ferdinando Bibiena.

Riprende con queste precise coordinate spazio-temporali il tour “Poesia e Civiltà 2019/2020” di Giovanni Truppi, che il 23 gennaio ha fatto tappa ai Magazzini Generali di Milano, dopo una breve pausa natalizia.

Immaginando il giorno in cui Giovanni mi porterà in radio un vassoio pieno di struffoli, prendo posto in teatro. Sul palco, al centro, un pianoforte smontabile ed elettrificato progettato e costruito dal cantautore napoletano ed ottenuto modificando un piano verticale. Il teatro è gremito.

“Noi siamo, viviamo, ci percepiamo in questo spazio e in questo tempo e in questa dimensione, ma non capiamo che vuol dire perché un’altra non la riusciamo a concepire. Abbiamo un corpo. Siamo animali, siamo mammiferi di razza umana. Viviamo sulla Terra, abitiamo soprattutto nelle città dell’emisfero boreale”

                                                                                              (Giovanni Truppi, “L’unica oltre l’amore”)

Così Giovanni decide di iniziare il suo live, un po’ alla sua maniera, facendo ciò che gli riesce meglio: RACCONTARE. Eppure di parole, tra un brano ed il successivo, non ce ne sono; quasi che le canzoni raccontino tutto ciò che c’è da dire. Ogni parola aggiunta sarebbe superflua. E allora, ascoltiamo il silenzio.

Intimità. La stessa che, parafrasando una sua canzone, permette a Truppi di mostrare chi è veramente a coloro che, in tutti questi anni, sono rimasti sotto un palco, ad ascoltare la sua musica. Con un modo tutto suo di stare in scena, Giovanni indossa una semplice canottiera che ti fa sentire un po’ a casa e che rappresenta, forse, nello stesso tempo, proprio il desiderio di mettersi a nudo. Non ci sono filtri.

Scomposto, energico, istintivo, viscerale: Giovanni Truppi vive la musica con ogni singola particella del suo corpo. Tutto sembra assecondarla. Ogni accordo è come una piccola scossa che lo attraversa. E lo vedi, totalmente rapito da ciò che più ama. Sul pianoforte le sue spalle si stringono spesso, quasi in uno spasmo di dolore. È un continuo contrarsi per poi distendersi. Tensione. La stessa ottenuta, musicalmente, con un gioco sapiente di pieni e di vuoti ma anche e soprattutto con frequenti cambi di dinamica. Tra la voce di Giovanni e gli strumenti musicali sembra instaurarsi un vero e proprio dialogo; la musica non sovrasta mai la voce, semmai la accompagna, la prende per mano…insieme danzano.

“Ed io verrò da te, e tu verrai da me così vediamo se due che si abbracciano strettissimi ce la fanno a scomparire”

                         (Giovanni Truppi, “Scomparire”)

Giovanni, ieri sera, ha dato prova di una grande sensibilità ancora prima di una grande bravura e su “Scomparire” non riesco ancora a trattenere le lacrime. Incredibile la capacità di articolare così bene flussi di parole che scorrono velocissime per poi bloccarsi. Sembra un flusso di coscienza nel quale Giovanni non fa altro che seguire il battito del suo cuore. Accelera, poi rallenta, si ferma, riparte. TI spiazza con la semplicità dei suoi testi, mai banali, sempre efficaci.

Studiata nei minimi dettagli la scaletta alterna canzoni dal forte carico emozionale a canzoni un po’ più frivole – passatemi il termine. Mi viene subito in mente “Adamo” (“Padre mio, tu per me eri Dio. Come è successo che ti ho perso? Padre mio. Padre, cuore di Dio. Sì che lo so che ti manco anch’io”) ma anche “Nessuno”. Proprio in questa canzone, infatti, Giovanni Truppi gioca con un doppio registro vocale quasi volesse sdoppiarsi.

Durante il live c’è spazio anche per “Tutto l’universo”, il brano che mi ha fatto scoprire il mondo musicale di Giovanni, qualche anno fa. La prima parte del concerto si chiude, poi, con “Conoscersi in una situazione di difficoltà”: “Se ti do la mia solitudine, tu mi dai la tua solitudine” ( qui la recensione). È una di quelle canzoni che ti si attacca subito addosso e puoi sentirla tua. Parla di un innamoramento; per me parla della musica.

Giovanni Truppi salirà sul palco altre due volte alternando momenti di grande intimità, come nel caso di “Quando ridi” cantata piano e voce, a momenti dal grande impatto sonoro con la band al completo, alla quale va il mio plauso. L’artista concede, infine, al suo pubblico un’anteprima di uno dei due inediti che saranno contenuti nel suo nuovo EP, “5”.

Mi basta sapere che esisti. Il resto è solo un mio rituale

(Giovanni Truppi, “Il tuo numero di telefono)

Il concerto è finito ed io esco da teatro con qualche consapevolezza in più.

 

Giovanni Truppi – La setlist del concerto

L’unica oltre l’amore

Il mondo è come te lo metti in testa

I primi sei mesi da rockstar

Scomparire

Borghesia

Adamo

Mia

19 Gennaio

Nessuno

Come una cacca secca

Superman

Stai andando bene Giovanni

Lettera a Papa Francesco I

Ti voglio bene Sabino

Tutto l’universo

Hai messo in cinta una scema

Conoscersi in una situazione di difficoltà

Quando ridi

Il tuo numero di telefono

Ragazzi

Amici nello spazio