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Gran premio del sol levante, quest’anno con poco o niente sole, vinto da Bottas sulla carta, dalla Mercedes tutta sul papiro oggi consegnato alla storia. Nella mattinata italiana la squadra inglese si porta a casa il sesto titolo costruttori filato, rendendo granitica la supremazia delle frecce d’argento nell’era ibrida.

Candidato Bottas: pacca sulla spalla al finlandese creduto troppo spesso eterno secondo. L’anno prossimo sarà ancora timoniere gagliardo della sua Mercedes e il destino può sempre girare, tornare, andare in testacoda, fermarsi o sospingere nascosto nel vento. La vittoria sua si mischia al festeggiamento per il sesto titolo costruttori. Vincere a Suzuka non è piatto per tutti, ci vuole palato fine. La firma sull’albo giapponese c’è, chissà se comparirà mai in quello dei campioni del mondo.

Candidato Vettel: miracolo in qualifica. Poi troppo spesso, in Ferrari, i miracoli diventano meri e materiali sogni infranti. Partenza a scatto, prima fila persa e l’ennesima gara dietro a rincorrere i moscerini. Grande difesa dagli attacchi di Hamilton alla fine.
Considerazione a freddo temperatura freezer: la Ferrari quest’anno ha portato a casa otto pole position. Un numero che, paragonato a vittorie e punti racimolati la domenica, fa pensare: ma non è che si poteva fare meglio? Magari gestire con più cautela momenti lasciati un po’ li a fermentare male? Si aggiunga che pilotone e pilotino iniziano sempre più a pestarsi i piedi e il disastro aspetta, beffardo dietro l’angolo. Interessante il futuro, che i kami giapponesi ci assistano.

Candidato Ricciardo: che tristezza stare sempre lì a sperare in un risultato che, visto il pilota, risulta un po’ misero e deludente. Fa quasi specie vederlo barcamenarsi per un nonnulla quando la potenzialità è spaziale. Mala tempora currunt, ma domani un altro giorno arriverà. Come diceva il saggio.

Candidati Sainz e Albon: però, e che però. Albon si prende un quarto posto dopo l’uscita incolpevole del compagno di squadra. Sainz quinto alla fine. Sono figli di destini diversi ma compagni di pressione e aspettative: il primo promosso a seconda guida nella casa madre; il secondo continuamente alle prese con i guizzi del giovane compagno Norris. In entrambi i casi però non abbiamo mai parlato di delusione, ma ci è sempre venuto naturale sottilineare capacità e risultati. Promossi, a pieni voti.

Candidato Mercedes: per finire non si può non analizzare i protagonisti della supremazia. Sesto campionato costruttori di fila, un’egemonia incontrastata nell’era ibrida. Un esempio di gestione industriale e manageriale che punta con piloti e squadra ad eguagliare, se non a superare, i fasti della Ferrari di Brawn, Todd, Montezemolo e Schumacher. Rimane solo questa sfida. Complimenti, c’è poco da dire.

A presto.