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Gran premio del Messico portato a casa da Hamilton. L’inglese vince davanti ad un Vettel encomiabile. Dietro Bottas e Leclerc. Lewis sempre più vicino al sesto titolo mondiale.

Candidato Hamilton. Bravo, forte, sfrutta ogni occasione possibile. Verstappen versione razzo russo non riesce a farlo fuori e lui avanza sempre di più, fino alla prima posizione. Le gomme, complici di una vittoria dolcissima, non lo lasciano a piedi. Il vecchietto (sic!) mette in fila i giovincelli, riassesta le gerarchie.
Entrata finale sul podio alla John Cena veramente esilarante. Ma non è colpa sua, colpa del consumismo.

Candidato Vettel. Finisce davanti a Bottas. Secondo vecchietto a dire ai giovani di stare dietro, con esperienza stavolta. Sebastian sente la gomma, vecchio saggio con quattro mondiali sul groppo, e decide di rimanere in pista. Scelta azzeccata, strategia personale da applausi. Si è ripreso? Speriamo.

Candidato Leclerc. Povero, povero, povero. Che destino infausto. E la strategia non va, e la gomma non funziona come dovrebbe, e tutto rema contro. Parte in pole, finisce quarto. Argomento di riflessione per il team Ferrari. 9 pole position, troppe poche vittorie amici.

Candidato Verstappen. Grande promessa, grande velocità. Grande. Però, c’è anche un grande però. Sabato da fuorilegge con la penalità per aver ignorato la bandiera gialla dopo l’incidente di Bottas. Domenica da catamarano impazzito alla prima curva ed ennesima gara in rimonta. Ci vuole testa ogni tanto.

Candidato meccanici e pistoloni. Quadretto: meccanico della Mercedes che, tipo capitano di una nave immaginaria, sale con un piede sull’alettone della macchina di Norris per traghettarla verso il box dopo un triste pit stop. Macchina di Giovinazzi che si accascia a terra per colpa di una gomma ballerina dopo il cambio. Pistolone Ferrari che non gira sulla posteriore di Leclerc rovinandogli la gara. Sarà l’altitudine, sarà la stanchezza da fine stagione, un paio di disastri li abbiamo visti.

Speriamo bene,
A presto