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Tutte le pagelle perse, non avrebbe senso. Alla fine un week end, una stagione, mille campionati non valgono una vita spezzata.  La granitica filosofia del motorsport: quale disciplina unisce così profondamente il binomio storico di amore e morte? Una vecchia dicotomia, da arcana e polverosa mitologia greca, riassunta dalla passione delle menti che vedono sempre oltre la curva.

L’amore, che ci cadi dentro, ne esci con le ferite della battaglia della vita, poi ci ripiombi dolcemente. E la morte, mistero che spezza la sempiterna convinzione di poter respirare all’infinito.

Chi più del pilota unisce i cosmi dell’amore sfrenato e della morte? Le ferite della velocità, gli schemi difficili del vento. Quando qualcuno se ne va, pur nella consapevolezza del pericolo, il vento gira al contrario e un po’ di amore svanisce inevitabilmente nel dolore. Allora non ha senso scrivere di vittorie e sconfitte. Si spendono anche solo poche parole per lasciare un semplice pensiero.

Per Anthoine Hubert.

anthoine hubert