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Terre magiare conquistate dal re nero. Hamilton vince il gran premio di Ungheria davanti ad un Verstappen leone della savana. Terzo Vettel, con 40 secondi di distacco dai primi due.

Candidato Hamilton. Sette in Ungheria, a meno dieci dal record di vittorie di Schumacher. Il concetto passa da superiorità a supremazia e la differenza sta proprio nella libertà di potersi permettere ogni mossa, con la granitica consapevolezza che alla fine la gara la si vince. Ottimo lavoro della squadra con una strategia perfetta, impeccabile, lungimirante.
Che pilota però, ho visto un re.

Candidato Verstappen. Più di così: motore Honda ritrovato, pilota in formissima. Manca solo quel passo in più per raggiungere la Mercedes. I giapponesi, storicamente, guardano, imparano e sorpassano. Intanto questi signori volano, e chi li ferma più.

Candidato Ferrari. Partiamo dalla bella o dalla brutta notizia? Vecchie domande retoriche.
Brutta. La Ferrari di questa prima parte di campionato non convince. La classifica parla, il distacco kilometrico fa male, l’illusione iniziale ha lasciato spazio ad una speranza che non deve diventare oasi lontana, miraggio. È già successo in passato che la Ferrari abbia dovuto affrontare periodi difficili e bui, fatto che spinge a guardare l’orizzonte con un minimo di prospettiva. Vettel, 4 volte campione del mondo, che non ci si permetta mai di declassarlo. Infatti l’unico problema della Ferrari è la macchina, soprattutto in curva. Non i piloti. Leclerc, forse più facile da amare, vista la giovane età e il destino più volte crudele che lo ha accompagnato quest’anno, ha dato tutto e tutto darà. Ricordiamoci che la Ferrari è specchio della nostra antropologia italica: problemi, passi falsi ed oblio. Ma alla fine, in qualche modo, ci si riprende sempre. Si spera.
La bella notizia è che c’è la pausa ora, si possono ricaricare le batterie, cercare l’aria fresca nella calura estiva. Spa e Monza sono piste notoriamente più congeniali. Come disse il saggio: non si spara sulla croce rossa, ma non si spara neanche sulla Rossa. Avvertiti.

Candidato McLaren. Sembravano spacciati e invece sono sempre lì dietro ai primi quattro. Duo giovane, divertente, moderno. Ma attenzione che questi hanno una storia dietro da pelle d’oca e l’eterno ritorno non stenta a farsi sentire.

Candidati Gasly, Ricciardo, Hass, Williams, Renault e pure il Bottas di oggi. Sapete cosa vi dico? Io non riesco a criticare chi è in difficoltà. Mi immedesimo, nella vita come nello sport, e faccio fatica a sparare su chi vive momenti di debolezza.
Quindi, in bocca al lupo, che prima o poi girerà nel senso giusto.

A presto.

Anzi,
Candidato Raikkonen. Vecchio leone, grazie che mi fai sempre commuovere.