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Le Mercedes dominano il gran premio di Francia. Vince Lewis Hamilton, accompagnato sul podio dal compagno Bottas e dalla Ferrari di Leclerc. Seguono Verstappen e Vettel. Menzione di merito al gruppone centrale, protagonista di una lotta finale di tutto rispetto.

Candidato Hamilton. Ormai la supremazia intergalattica della Mercedes è un triste dato di fatto, almeno per chi la Mercedes non la tifa. L’inglese non ha rivali a quanto pare, e questo può solo che accrescerne ogni potenzialità rimasta. Neanche se gli togliamo una gomma si ferma. Vorrei sottolineare come abbia piazzato un ultimo giro sotto l’1,33 a pneumatico finito, ormai da qualche giro. Molto vicino il record di 91 vittorie di Schumacher, dico solo questo.

Potrebbe evitare di dare continua linfa alla trama della serie Netflix sulla sua vita: sento il sedile scomodo, lo spiffero d’aria sul collo, il moscerino della Provenza sul casco. Tato, dai su…

Candidato Leclerc. Gran futuro si prospetta per questo signorino. Un futuro diverso da quello che si augura ad un Norris, anche perché Leclerc guida già una macchina di prima categoria. Un futuro che dovrà tenere conto di qualche cambiamento tecnico nel regolamento e di sostanziali novità strutturali nelle gare.

Ci ha svegliato tutti con quel morso finale ai danni di un Bottas ormai stremato. Grandi giorni verranno.

Candidato Norris. Ragazzi, questo ha guidato senza DRS – forse scelta coatta del team per evitare che passasse il compagno di squadra, prima guida, Sainz – ma soprattutto senza sistema idraulico: praticamente come avere un timone al posto del volante. Alla fine si è dovuto arrendere a tutti i piloti che aveva dietro, triste realismo.

Candidato Ricciardo. Avete capito, gli voglio così tanto bene che quando lo vedo dietro mi scende la lacrima, e quando sorpassa uscendo dalla pista mi infervoro come nelle migliori tenzoni.
I’m taking a ride with my best friend, I hope he never let me down again (Trad. Mi sto facendo un giro col mio amico, spero non mi butti giù ancora). Speriamo mantenga questo ritmo e non faccia scendere lacrime ulteriori.

Candidato gomme. Adesso mi si deve spiegare una cosuccia: le rosse fanno 3 giri e dovrebbero andare ad una velocità pazzesca; le gialle fanno 35 giri, quando dovrebbero durare molto meno, e vanno come le rosse; le bianche fanno quello che vogliono – per esempio, se le monti su una Mercedes, che ha chiaramente un carico aerodinamico particolare sulle anteriori, si deteriorato dopo 6 giri, ma attenzione non serve cambiarle, perché tanto stai sicuro che non scoppiano. E allora?
Non capisco, non capisco, non capisco e allora ballo la disco music.

A presto.