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Dating app tra disagio e rinato

Una volta si andava per bar, locali, feste, gite o semplici passeggiate per divertirsi, star bene e magari anche guardarsi un po’ intorno per controllare se ci fosse qualcuno di “interessante”. E di certo lo si fa anche adesso. Con l’avvento delle dating app il ventaglio di possibilità di trovare qualcuno che soddisfi le nostre aspettative si è particolarmente allargato. Gli effetti collaterali di questa piccola grande rivoluzione sono molteplici. Alcuni belli, altri meno ma sicuramente tutti degni di essere approfonditi per essere compresi e usati a proprio vantaggio. Sfruttare il disagio come arma contro il disagio stesso. Proprio da qui parte la riflessione di Marvi Santamaria, social media manager siciliana trapiantata a Milano, quando nel 2017 decide di metter su, quasi per gioco e inizialmente in maniera anonima, una community che unisce le donne che hanno provato questo senso di disagio in molteplici modalità ma tutte a causa dell’uso delle dating app. Questa community cresce e diventa uno spazio virtuale e vitale popolato da tante donne che raccontano la propria esperienza, una vera e propria rete di supporto dal carattere estremamente eterogeneo. Tutto questo sfocia, oltre che in incontri offline come aperitivi e meetup itineranti, anche in un libro intitolato Tinder and the City. E successivamente, per quel che ci riguarda, nel podcast Match and the City.

Il podcast è prodotto da Querty, un’associazione che produce e propone podcast culturali dal 2007 e che ha nel suo repertorio molti lavori di successo (vedi Senza Rossetto, Ricciotto e Spoiler). Il progetto di Marvi è un podcast corale, ossia costituito dalle vere voci delle donne della community intervallate dai commenti dell’autrice. Ogni episodio è dedicato ad un aspetto collaterale del mondo delle dating app. Il podcast si apre sempre con uno spezzone di vocale, che poi verrà riproposto integralmente in puntata, e la voce di Marvi che introduce il tema ironizzando su di esso o ponendo una domanda a cui si cercherà di rispondere a fine episodio. Importanti sono le argomentazioni di circostanza che Marvi fa sul tema: statistiche, citazioni da libri, articoli e ricerche importanti sull’argomento. Niente è lasciato al caso, tutto fa brodo se quel tutto è raccontato in maniera chiara e nitida.

Il tesoro del podcast è il momento in cui ascoltiamo i vari messaggi delle donne della community. Un vero e proprio contenitore di esperienze raccontate molto spesso senza filtri, altre volte con veri e propri filtri vocali a mascherare le voci se chi racconta lo richiede. Cosa comprensibile dato che si parla di argomenti considerati, da una buona fetta della società, scabrosi. O comunque da non spiattellare in faccia alle persone. E invece Marvi con l’aiuto di queste donne lo fa, ribellandosi a quel tipo di moralità di facciata che predica bene e razzola male. Porno, amore, ghosting (la scomparsa digitale di un partner o potenziale tale), dick pics e BDSM sono i sei argomenti di cui si parla e su cui le donne della community di Marvi si esprimono in maniera diversissima ed efficace, alcune timidamente e altre senza peli sulla lingua. Il disagio unisce e, in questo caso, il disagio creato dall’uso delle dating app fortifica se affrontato non da sole. A rafforzare la bellezza di questo paesaggio di esperienze è il racconto dell’esperienza personale di Marvi. Anche lei infatti, in chiusura, ci racconta cosa le è successo circa l’argomento di cui si parla, esponendosi in prima persona e dando ulteriore firma di autenticità al podcast. Sono lontani ormai i tempi in cui controllava la community nell’anonimato.

Un ulteriore elemento di pregio del podcast è l’intervento della specialista di turno in ambito psicologico che commenta le argomentazioni di Marvi e i messaggi delle donne della community, dando interessanti spunti di riflessione sul come e il perché nascano questi disagi, oltre che su come vengono affrontati. Spesso, inoltre, ascoltando le varie esperienze e l’analisi della specialista, affiorano lati dell’argomento contraddittori e interessanti. Nell’episodio dedicato alla ricerca dell’amore su Tinder si parla di come l’utilizzo delle dating app abbia un ruolo nell’abbattimento del muro “moglie e buoi dei paesi tuoi” per gli users, i quali uscendo dalla propria cerchia cercano e trovano qualcuno di molto più affine. Ma si parla anche di come il pregiudizio sull’utilizzo di queste app si basi sul genere di riferimento e di come questo tipo di discriminazione diventi uno stigma interno inconsapevole. Nei vocali, infatti, la maggior parte delle donne afferma che ha usato Tinder per ottenere rapporti sessuali occasionali. Nel sondaggio lanciato sul blog, invece, la maggior parte di quelle stesse donne afferma di usare le dating app per cercare persone con cui instaurare un rapporto a lungo termine. Una contraddizione che fa emergere l’auto-stigma che spesso ci creiamo in maniera inconsapevole e che vorrebbe confermare gli stereotipi che vengono da una presunta morale esterna: gli uomini sono su Tinder per il sesso, le donne per l’amore. Quando in realtà non è necessariamente così.

Un ulteriore esempio di questo panorama di concordanze e antinomie sono le esperienze raccontate nell’ultimo episodio circa le pratiche erotiche-sessuali chiamate comunemente BDSM. Dalle voci narranti vengono fuori storie particolari da cui si deduce che questo tipo di pratiche sono affrontate in maniera molto diversa e, a volte, non del tutto consapevole. E, parlando di pratiche in cui centrale è la sopraffazione di individuo sull’altro (seppur consensuale), questa inconsapevolezza, derivante sovente dall’inesperienza, sfocia in disagio. Il tutto si dipana in sei puntate che vanno dai 30 ai 50 minuti. L’ascolto è reso molto scorrevole dalla struttura spezzata che alterna la voce di Marvi a quella della specialista e delle donne della community in maniera efficace e ritmica. Importante è sottolineare l’assenza di musica di sottofondo: l’unica canzone che sentiamo è la sigla che apre e chiude il podcast. Match and the City è il giusto mix tra autorialità e coralità. Da una parte Marvi ci informa su quello di cui si sta parlando in maniera esplicativa ed efficace. Dall’altra tutte le partecipanti ci forniscono un caleidoscopio di punti di vista che confermano e, allo stesso tempo, sconfessano tutto quello che si è detto. E il grande impegno di Marvi è stato proprio questo: dare voce alla City abbattendo il muro della timidezza da una parte e del bigottismo dall’altra. Ricordando sempre che la dating app è solo un mezzo e se c’è qualcosa che non va probabilmente la colpa è, banalmente, come sempre degli esseri umani.

 

Potete ascoltare Match and the City di Marvi Santamaria per Querty su tutte le piattaforme digitali di streaming audio e podcast. Qui invece il link al blog di Marvi

 

 

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