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AAA CERCASI IDEE

Quando uscì il primo film non proferì parola, ora però credo che qualcosa vada detto. Sono stato all’anteprima italiana di IT – Capitolo Due al Pop Un Cinema Medica Palace di Bologna, alle 23:59 della serata di ieri. Premessa: le aspettative erano bassissime. Ampiamente rispettate.

it capitolo due locandina

Se dopo il primo film firmato Andrés Muschietti (già autore del dimenticabile La Madre del 2013) ancora si poteva dare il beneficio del dubbio, così come lo si concesse a New Moon per non soccombere, dopo il secondo capitolo, in uscita questa sera in tutte le sale italiane, il responso è inappellabile: elettrocardiogramma piatto, si constata il decesso.

Per prima cosa, trovo difficile definirlo horror. Non c’è inquietudine, non c’è coinvolgimento e sconvolgimento profondo dello spettatore. Talvolta si scatta e si salta per la sorpresa, ma questo è per riflesso, non per paura. E l’horror, almeno per la mia concezione di questo genere, dovrebbero fare paura, costruirla e insinuarla in chi guarda, fare in modo che se la porti a casa dopo aver lasciato la sala.

IT (capitolo Uno e Due) sono più un dramma, con una spolverata di splatter. Solo la costruzione grafica del pagliaccio Pennywise merita una menzione d’encomio, per quanto il povero Bill Skarsgård, nonostante un’interpretazione positiva, si sia ritrovato tra le mani un’eredità troppo pesante e decisamente non alla sua altezza, ovvero la mitica interpretazione di Tim Curry nella miniserie del 1990. Lì non c’era tecnologia, ma c’era la capacità artistica di creare un’emozione. Qui i soldi e la tecnologia non mancano, ma lo spettatore resta un elemento lontano, semplice osservatore dei fatti, per una durata complessiva di quasi cinque ore tra primo e secondo capitolo. Probabilmente il minimo sindacale per adattare un libro inadattabile da 1100 pagine, ma decisamente un punto a sfavore nella creazione di un legame con lo spettatore.

Troppe le ripetizioni, abusato il flashback, prevedibili i trucchi: non so davvero, a parte Pennywise, cosa salvare di questo IT – Capitolo Due, esperimento evitabile per un genere sempre più in crisi come l’horror. A mancare (ma questo non solo nell’horror) sono le idee, i colpi di genio, la capacità di stupire. Continuiamo a vedere film già visti, prodotti nella speranza che il pubblico non abbia memoria, sepolto da operazioni poco artistiche e molto commerciali (vedi, in un altro genere, Il Re Leone).

Non trovo un motivo che mi porterebbe a consigliare a qualcuno di imbarcarsi nella visione e questa forse è la peggior critica possibile. L’ho detto anche mentre ero al Festival del Cinema di Venezia: credo che nel cinema valga la regola per la quale è meglio un film brutto piuttosto di un film insignificante. Ecco, il lavoro di Muschietti, lo dico a malincuore, è insignificante, perché non cambia di una virgola l’animo di chi ne fruisce. E al cinema, se davvero si ama il cinema, ci si va anche perché si vuole cambiare se stessi, paure comprese.

Voto complessivo: 5-/10

PS. Che fine ha fatto la Jessica Chastain di Zero Dark Thirty?

» Sinossi «
It – Capitolo Due

I ragazzini del Loser Club hanno sconfitto ma non eliminato il malefico Pennywise, entità che si manifesta ogni 27 anni nella cittadina di Derry con le fattezze di clown e rapisce e uccide bambini. Sono dunque destinati a un nuovo confronto con lui 27 anni dopo e si passa così dal 1989 al 2016. I protagonisti sono cresciuti, ma quasi tutti loro hanno lasciato la cittadina e hanno dimenticato l’orrore in cui si erano imbattuti, nonchè molti dettagli della loro amicizia. Solo Mike è rimasto e solo lui ricorda e può prepararli a una nuova e definitiva battaglia.

A Bologna il film è in programmazione nei seguenti cinema: Pop Up Medica Palce, Fossolo, The Space, UCI Cinemas (Casalecchio di Reno)