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#IoRestoACasa, ma la musica non si ferma!

Ed oggi, vi presento un gruppo che affonda le sue radici a Paola, un piccolo comune in provincia di Cosenza, in Calabria. Alessandro (chitarrista, compositore e arrangiatore, N.d.r.) e Marcostefano Gallo (voce e autore, N.d.r.) sono due fratelli e insieme sono i “Noir Col”.

Lorenza. Alessandro, come nasce il nome “Noir Col”?

Alessandro. “Noir Col” è frutto di una scelta fonetica, non semantica. Quando abbiamo iniziato a pensare ad un nome per la nostra band abbiamo subito optato per una lingua molto musicale: il francese. Cercavamo un nome dolce e musicale che potesse essere in linea con il nostro modo di far musica. Ci piaceva molto la parola NOIR. Abbiamo, dunque, cercato nel vocabolario un’altra parola che le potesse star bene accanto, ovviamente sempre da un punto di vista fonetico. Ed ecco “Noir Col”.

Lorenza. La passione per la musica nasce tra le mura domestiche o è frutto di un vostro percorso individuale?

Alessandro. La musica ha sempre fatto parte della nostra vita essendo i nostri genitori appassionati di musica. Entrambi, infatti, quando c’erano ancora i complessi, cantavano. Ovviamente parliamo degli anni ‘70/’80. Io e Marcostefano sin da piccoli ascoltavamo tantissima musica. Tra l’altro, ci passiamo poco meno di 3 anni quindi, praticamente, siamo cresciuti insieme e questo ha avuto ripercussioni anche in ambito musicale. Infatti, al liceo eravamo nella stessa band!

Lorenza. Quando è nato il progetto dei Noir Col?

Alessandro. Il progetto è nato nel 2008 dopo circa un anno e mezzo da quando abbiamo iniziato a scrivere le nostre prime canzoni.

Lorenza. Dopo anni pieni di concerti, nel 2016 esce l’album “Virare verso sud” ed il 30 giugno 2017 viene pubblicato il singolo “Virare verso sud”, titletrack dell’album, il cui videoclip è stato girato da Giacomo Triglia. Com’è stato lavorare con un regista del calibro di Giacomo Triglia?

Alessandro. Giacomo Triglia, come accennavi tu, è un grande regista soprattutto di videoclip musicali che vanta collaborazioni con Brunori Sas, Ligabue, Francesca Michielin ecc. ed è anche lui calabrese. Noi lo abbiamo conosciuto casualmente guardando un videoclip di Brunori Sas, se non erro, che ci piacque molto. Decidemmo allora di contattarlo. E così è iniziata la nostra collaborazione.

Lorenza. Il vostro nuovo album, “La teoria del primo passo Vol. 2”, in uscita il 21 aprile, segue “La teoria del primo passo Vol. 1”. In entrambi i casi si tratta di Ep. Come mai avete optato per due Ep e non per un unico concept album?

Alessandro. “La teoria del primo passo” è un unico album diviso in due volumi. Il nostro, in realtà, è un concept album poiché il concetto generale è lo stesso sia nel Vol. 1 che nel Vol. 2: la teoria del primo passo, ovvero il descrivere quei momenti in cui facciamo delle scelte importanti. Abbiamo, però, deciso di dividerlo in due volumi poiché a livello stilistico e musicale abbiamo racchiuso all’interno di ciascun volume dei brani che appartengono a matrici musicali diverse: nel Vol. 1 prevale il cantautorato mentre nel Vol. 2 domina la matrice jazz e blues con sonorità prettamente afroamericane. Tutte queste matrici convivono nel nostro repertorio anche se la matrice principale continua ad essere il cantautorato (De Gregori, Pino Daniele, Paolo Conte, ecc). Noi non abbiamo un limite di genere; ciò che scriviamo dipende dai nostri ascolti e dai nostri studi. Nel nostro repertorio, dunque, potrete ritrovare diverse matrici sonore. È un po’ la nostra natura.

Lorenza. La divisione del vostro progetto discografico in due differenti volumi mi fa venire in mente il concetto di vinile che, appunto, si caratterizza per un lato A e per un lato B. La scelta di pubblicare due Ep nasce da un particolare attaccamento a un certo modo di fruire la musica?

Alessandro. Il processo di digitalizzazione non si può fermare. È cambiato il modo di ascoltare la musica e i luoghi in cui vengono ascoltati i vari album. Non si parla più di album ma di playlist. A noi piace investire, ancora, nel “disco fisico” perché c’è ancora qualcuno che è affezionato al toccare il prodotto artistico, al sentirne l’odore, al vederlo nella propria libreria, al guardarne i contenuti. Non bisogna essere nostalgici e rifiutare la digitalizzazione però è anche bello pensare a qualcosa che si può ancora toccare. Il vinile ne è un esempio. La digitalizzazione della musica ha sicuramente dei pregi ma anche dei difetti: ad esempio, fa sì che non si ragioni più ad album ma a playlist e così diventa difficile farsi un’idea del percorso artistico di un artista ed è più complicato anche affezionarsi a quel determinato artista. È cambiato, insomma, il modo di fluire la musica. Il nostro è un attaccamento un po’ vintage.

Lorenza. La pubblicazione del nuovo Ep sarà seguita da un tour in Italia e all’estero?

Alessandro. Sì, faremo sicuramente un tour in Italia anche se molto probabilmente bisognerà aspettare i mesi estivi. Nel frattempo abbiamo deciso di allungare un po’ il tour radiofonico. La difficile situazione che stiamo vivendo, infatti, ci da l’opportunità di riscoprire alcuni mezzi di informazione che entrano direttamente nelle nostre case, come ad esempio la radio. Per quanto riguarda, invece, il tour europeo partiremo dalla Germania con una data 0 il 26 settembre a Darmstadt.