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‹‹E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te non perde mai. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta…il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “il male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio. Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi- che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi››. (Le Iene)

Schietta, autoironica e piena di vita: così, in questo “gelido” 13 agosto, Radio 1088 vuole ricordare Nadia Toffa, inviata e conduttrice de Le Iene.

Nadia si era aggrappata alla vita con ancora più forza il 2 dicembre 2017 quando in seguito ad uno svenimento aveva scoperto il nome del suo più acerrimo nemico. La giornalista dal sorriso contagioso aveva, poi, raccontato del suo “black-out”, per la prima volta, ai microfoni di Verissimo e ciò che colpisce, ancora oggi, è la sua forza e la sua capacità di sdrammatizzare.  A Silvia Toffanin aveva raccontato, infatti, di amare le “prime volte”: da piccola voleva provare il gesso ed ecco che si ruppe una gamba. Anche il viaggio in ambulanza ed il trasferimento in elicottero con la bora che non dava tregua si tinsero per Nadia Toffa dei colori della “prima volta”. Niente tristezza, niente paura; solo felicità per questo nuovo brivido che la vita le stava donando.

‹‹Sono un’incosciente, non sono coraggiosa. Mi butto nelle cose. Non ho paura di niente. Non ho paura neanche di morire. Ho avuto paura solo per la mia famiglia e per i miei amici. Non erano pronti a perdermi. Gli avrei rovinato la vita; non potevo andar via. Non ho avuto paura per me. Sono una spericolata, una matta scatenata››.

Diceva che la vita è stramba, che ci stupisce sempre, che è una figata e che bisogna assaporarne ogni minuto perché non sai mai quanta ce ne sarà ancora. Nadia era innamorata della vita in tutte le sue declinazioni e  della sua non avrebbe cambiato neanche una virgola.

nadia toffa linguaccia

L’11 febbraio 2018, dopo due mesi di assenza, Nadia era tornata in studio per una nuova puntata de Le Iene. Forza, coraggio e sincerità: queste erano le uniche armi di cui la giornalista disponeva. Come avrebbero detto i Queen «the show must go on»; ma la Toffa ferma il tempo, ci tiene, vuole raccontare la sua storia. Gli applausi  scandiscono il racconto e per ogni lacrima che scende c’è già un sorriso che nasce. Insomma non c’è tempo e non c’è spazio per la tristezza. Nadia chiede “normalità”: ‹‹Non trattateci da malati, siamo dei guerrieri. Chi combatte contro il cancro è un figo pazzesco››.

La iena non si vergogna di mostrare le sue fragilità; ne ha fatto un punto di forza. Non si vergogna per tutti i chili che ha perso perché come dice lei, sorridendo, li riprenderà. E non si vergogna nemmeno di indossare una parrucca perché in fondo – scherza – è pure più bella dei suoi capelli. Non nasconde però quanto sia emotivamente e fisicamente forte il momento in cui si stacca la prima ciocca ma di nuovo non c’è posto per le lacrime e racconta di come ha preso la forza da Gabriella, uno “scricciolo” come l’ha definita lei, che ha intervistato anni fa a Taranto e che disse alla sua mamma: ‹‹Ti ricordi quando mi cadevano i capelli e piangevo? Con il tempo ricresceranno››.

“Nadia Toffa ha trasformato la sua malattia in un’esperienza pubblica, con il nobile scopo di convincere gli altri che le cose brutte della vita non sono baratri, ma trampolini.”: così scrive Massimo Gramellini nel  “Corriere della Sera”, il 25 settembre 2018 a poche settimane dall’uscita di “Fiorire d’Inverno”, libro in cui Nadia cerca di spiegare come è riuscita a trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità.

La conduttrice del programma tv Le Iene ha anche scritto e interpretato per i suoi fan “Diamante Briciola”: ‹‹Corri bimba che il tempo non ci aspetta. L’hai sempre saputo, dalla bocca escono lacrime e dagli occhi sorrisi››, recita un pezzo del brano.

E a proposito di sorrisi, cos’era la felicità per Nadia Toffa? ‹‹Felicità è imparare dalle situazioni che ti si presentano nella vita. Ci sono ostacoli, ci sono difficoltà, ci sono gioie. È tutto bello, è tutto positivo perché da ogni cosa si impara. Ed imparando si migliora››.

In questi due anni la iena che è entrata nelle case e nel cuore di milioni di telespettatori non è mai stata SOLA; a stringerla forte in un grande abbraccio c’era la famiglia, gli amici di sempre, i colleghi e centinaia di migliaia di persone che pur non avendola mai conosciuta le volevano semplicemente bene. Un bene che l’ha travolta e commossa; un bene che ha creato qualcosa di magico!

E Jovanotti ha ragione: “La Nadia Toffa è magica e lancia in aria il mondo e lo riprende al volo, trasforma l’Italia uno in un capolavoro e mi fa stare bene, oh yeah, quando io sto con lei”.

nadia toffa e jovanotti sul palco

Così lo scorso anno Lorenzo Cherubini accolse sul palco dell’Unipol Arena, a Casalecchio di Reno, la giornalista dedicandole anche un pezzetto di “Bella” cantata davanti alle migliaia di persone presenti che hanno accompagnano in coro l’artista. Jovanotti ha concluso, poi, la performance con un messaggio speciale: «ti vogliamo bene». Il tutto nel quadro di un’incursione a dir poco pazzesca de “Le Iene”, nelle persone di Savino e della stessa Toffa che hanno interrogato il cantante a suon di “Come si fa?”.

Ed ora, cara Nadia, come si fa a dirti addio? ‹‹Ci mancherai ma il tuo coraggio resta››.

libro Nadia Toffa quando il gioco si fa duro