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Low Profile è il titolo del suo disco d’esordio ma è soprattutto un’attitudine. Introversa e riservata, Nyvinne Pinternagel – in arte Nyv – si esibisce, nel 2017, sul palco di “Sarà Sanremo” con Spreco Personale. Partecipa, in seguito, a Sanremo Giovani 2018 con Io Ti Penso per poi conquistare, quest’anno, prima un banco e poi la maglia del serale nella scuola di Amici di Maria De Filippi. Il suo è proprio un percorso “low profile”!

Il suo ultimo lavoro discografico non è un Ep, è un vero e proprio album. “Low Profile” contiene infatti 10 tracce per lo più autobiografiche, a tratti tra loro molto diverse, certamente intense, spesso molto crude ma sicuramente piene di vita. Noi di Radio 1088 siamo riusciti a telefonare a Nyv per farle qualche domanda.

Lorenza Bentrovata Nyv. Innanzitutto, come hai vissuto il ritorno alla quotidianità?

Nyv Il ritorno alla quotidianità è stato molto scioccante. In casetta non avevamo una chiara percezione di ciò che stava accadendo realmente nel mondo. Non appena sono uscita dal programma mi hanno spiegato tutto quello che occorreva effettivamente fare e qual era la situazione attuale ed è stato davvero scioccante. Quando sono scesa dal treno in stazione centrale a Milano, per tornare a casa, ho visto una città deserta. A me personalmente fa venire la pelle d’oca questa situazione. Bisogna rispettare il più possibile quello che ci viene detto. Sono giorni in cui resto a casa e scrivo nuove canzoni.

Lorenza Il 20 marzo è uscito il tuo primo album in studio, Low Profile. Un album atteso e “sudato”. Ti va di raccontarci la sua genesi?

Nyv Prima di ideare Low Profile, proprio perché sono passati diversi anni, ho scritto le canzoni senza alcun tipo di pretesa. Scrivo perché da sempre è la mia valvola di sfogo, la chiave che mi permette di raccontarmi. Ed è stato incredibile come negli ultimi anni il mio scrivere abbia preso forma ed abbia iniziato ad andare nella direzione di un disco. Tutto ciò non mi sembrava possibile fino allo scorso ottobre. Quindi non c’è stato un vero e proprio percorso che mirava alla creazione di un album. Piuttosto mi abitava il desidero e, forse, anche il bisogno di scrivere e di tirar fuori tutto ciò che mi attraversava.

Lorenza Nel 2017 hai calcato il palco di “Sarà Sanremo” e nel 2018 hai partecipato a Sanremo Giovani. Il 2021 ti regalerà la tripletta?

Nyv Io questo non lo so. Lascio sicuramente le porte aperte. Considero sia Sanremo che i talent show un’opportunità per promuovere la propria musica e per farla ascoltare ad altri. Certamente dopo aver fatto Sanremo le persone che mi seguivano stavano aspettando il disco.

Lorenza A tal proposito l’ultima traccia di Low Profile è Io ti Penso, brano con il quale hai calcato il palco dell’Ariston nel 2018.

Nyv Esattamente! Come accennavo prima, ho scritto diverse canzoni in periodi diversi. Mi sembrava estremamente sbagliato non inserire una canzone così tanto importante per me (Io Ti Penso, NdR.) all’interno dell’album. Il disco parla molto di me; non potevo non inserirla, nonostante possa sembrare frutto di un altro progetto.

Lorenza I brani di Low Profile sono stati prodotti da ZEF, Fausto Cogliati e Federico Nardelli, alcuni dei produttori più richiesti del momento. Come mai hai scelto di rivolgerti a tre diversi produttori?

Nyv Io Ti Penso è stata prodotta da Fausto Cogliati, un produttore con una sensibilità artistica incredibile, perché insieme alla mia etichetta avevamo deciso di intraprendere il percorso di Sanremo Giovani. Successivamente avendo in progetto di partecipare ad Amici di Maria De Filippi ed essendo Fausto molto impegnato con altri progetti, ho cercato un altro produttore e così è nata la collaborazione con ZEF che ha realizzato le produzioni di gran parte delle canzoni presenti in Low Profile. Banlieue (quinta traccia di Low Profile, NdR.), invece, l’ho scritta all’interno di Amici (programma di Maria De Filippi, NdR.) insieme a Vincenzo Colella e Federico Nardelli (produttore, NdR.).

Lorenza Più volte, durante il tuo percorso ad Amici hai citato Victor Hugo: “La musica è tutto ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio”. Estremamente riservata nella vita ma senza filtri davanti ad un microfono. Nelle tue canzoni d’altra parte parli di tematiche sociali molto importati e allo stesso tempo ti metti totalmente a nudo raccontando la tua storia. Quando hai capito che la musica poteva aiutarti ad esprimere ciò che facevi fatica a raccontare a parole?

Nyv Sarà stato poco dopo le scuole medie, ero piccola. Ricordo ancora la prima canzone. Quando tiri tutto fuori senti che quelle parole ti rispecchiano al 100% e quando le fai ascoltare a qualcun altro ti rendi conto che in realtà una canzone non può essere giudicata. Un conto è quando una persona si trova davanti ad un’altra e racconta determinate cose. Lì è facile che ci sia un confronto, che venga dato un giudizio. Quando, invece, racconti qualcosa attraverso una canzone sei molto più libero, ogni pezzo offre a chi l’ascolta due possibilità: entrare nel testo o lasciarsi coinvolgere dalla melodia. La musica, infatti, ha l’incredibile potere di entrare nella parte più intima di ognuno di noi e, in un modo o in un altro, ci aiuta a riflettere sul messaggio che la canzone veicola. Ciò favorisce un nuovo modo di relazionarsi con quella determinata situazione. Ad esempio, io ti posso raccontare di coloro che hanno un problema con l’alcolismo. Facendolo attraverso una canzone ho la possibilità di entrare nella tua sensibilità e automaticamente tu, grazie alla musica, cercherai di entrare in quella storia e di indossare i panni dei suoi protagonisti. È una cosa che ho visto fare moltissimo nel mondo rap e hip-hop. Spesso le canzoni rap, infatti, tendono a denunciare alcune situazioni o a difendere certi diritti. Io questa cosa la sento molto mia perché credo che attraverso la musica sia possibile trasmettere un messaggio che va oltre la canzone.

Lorenza Ascoltando Low Profile ho avuto la sensazione che la lingua francese ti venga incontro in canzoni dal forte impatto emotivo e sociale. Cosa ti porta a scrivere in una lingua piuttosto che in un’altra?

Nyv Dopo “Sarà Sanremo” ho ricevuto alcuni feedback, non sempre positivi, sul mio modo di scrivere e questo mi ha fatto un po’ chiudere. Da quel momento in poi ho sempre cercato di complicarmi la vita magari utilizzando parole inusuali perché devo ammettere che mi ero un po’ imbarazzata nel dire tutto senza filtri. Ad esempio, in Tre sillabe ho scelto di non far capire a chi l’ascolta di cosa sto parlando. Con il francese, invece, è tutto più istintivo forse perché son cresciuta in Italia ed il mio francese, avendolo parlato sempre e solo a casa, è molto semplice. Eppure, tale semplicità mi permette di raccontare storie e di coinvolgere chi le ascolta. In Blues d’alcool e Personne è come se io non avessi filtri. In italiano sto cercando pian piano di toglierli.

Lorenza Nyv, tu suoni pianoforte, chitarra, basso, batteria e ukulele. Sei anche molto brava nel beatbox. Sul palco con quale strumento ti senti più a tuo agio?

Nyv Dipende tanto dalla canzone e dalla sensazione che ho in quel preciso istante. Sicuramente io ho delle grandi difficoltà nel momento in cui devo sentirmi in competizione con qualcuno. Questo mi fa chiudere tantissimo. In base alle varie esperienze che ho fatto – Sanremo e Amici – non so dirti bene con quale strumento mi senta più a mio agio perché il momento del live in cui suoni più strumenti, magari avendo al tuo fianco altri musicisti, devo ancora viverlo e sperimentarlo. Il pianoforte, forse, lo sento molto più amico, ma credo sia perché è stato il primo strumento che ho imparato a suonare.

Lorenza Durante le ultime puntate del Serale lo studio era vuoto, senza pubblico. Quanto questa mancanza ha influito nelle tue performance? Quali erano le tue sensazioni?

Nyv Avendo fatto tutta la prima parte del programma – il Pomeridiano – con il pubblico in studio che sapeva donarti tanta energia positiva, fare la seconda e più importante parte del programma – il Serale – senza pubblico è stato difficile. Eravamo tutti molto intimoriti. La prima sera è stato uno choc perché non avevamo trovato una chiave di lettura per viverci al meglio la puntata. Poi, parlando con la redazione che ci è stata molto vicina da questo punto di vista, abbiamo capito che potevamo comunque regalare delle belle emozioni alle persone che ci stavano guardando da casa e che non potevano uscire. Quando davanti a te ci sono delle persone che ti sostengono si attiva uno scambio, una condivisione che ti da tanta carica. Le puntate senza pubblico, invece, ti svuotano.

Lorenza In questi giorni sei stata sommersa da messaggi di grande affetto da parte dei tuoi fan. Che rapporto hai instaurato con loro? Qual è il tuo rapporto con i social network?

Nyv Amici mi ha aiutato ad aprirmi un po’ di più anche se ancora devo capire come “fare amicizia” con i social network. Essendo una persona molto introversa, infatti, faccio ancora tanta fatica. Sicuramente tutte le persone che mi stanno scrivendo mi stanno aiutando sotto questo punto di vista e insieme al mio staff stiamo cercando di fare il massimo per fare capire loro quanto io sia grata nei loro confronti. Voglio essere più presente e permettere loro di conoscermi meglio.

Lorenza Del tuo percorso ad Amici c’è qualcosa che ti rende particolarmente orgogliosa? Se potessi tornare indietro, invece, cosa vorresti cambiare?

Nyv Sono molto orgogliosa di come sono riuscita a vivermi tutto il percorso. All’inizio ero molto spaventata. È stato tosto, per me, essere esposta così tanto, cantare al centro di un’arena ed essere sottoposta costantemente al giudizio delle persone. Ecco, sono fiera di essere riuscita ad affrontare tutto questo. Certo, all’interno del programma ho avuto tanti momenti down in cui sentivo di voler uscire. Però, alla fine, ho capito che non c’è niente di male nel mostrare le proprie fragilità.

Lorenza Low Profile mi ha condotta in vicoletti dove le sonorità della musica francese incontrano i racconti dei grandi cantautori italiani. Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Nyv Ad esser sincera, io ho sempre ascoltato tanta musica. Non so se ho dei veri e propri riferimenti musicali. Tendo ad assorbire quello che ascolto e cerco di renderlo il più possibile mio. Sicuramente se ho dei riferimenti sono per lo più riferimenti artistici e umani. Mi viene in mente Bob Marley ed il suo voler entrare nella testa delle persone per raccontare qualcosa. Questa è la mia speranza e vorrei raggiungere anch’io quel tipo di forza. Però dal punto di vista musicale ancora non ti so dire quali sono i miei riferimenti perché sento di dovermi definire ancora bene. Sono un mix di tante cose un po’ come nella vita: sono nata in Lussemburgo, son cresciuta a Domodossola, mamma è nata in Marocco, papà è italiano, nonno tedesco.

Lorenza Sperando di poter tornare il più presto possibile alla normalità, che progetti hai per il futuro? Organizzerete degli instore? Avete in programma un tour?

Nyv Assolutamente sì! Non vedo l’ora di fare gli instore e di avere il primo, vero e reale rapporto con il mio pubblico. E poi, i live…ho tanta voglia di cantare, di suonare e di divertirmi.

Lorenza Quale brano contenuto in Low Profile vorresti uscisse come prossimo singolo accompagnato da un videoclip?

Nyv Sai, quando scrivo le canzoni io ho già in mente i videoclip. Blues d’alcool racconta una storia triste che per essere compresa richiede di indossare i panni del protagonista. È un pezzo che avrebbe bisogno di un gran lavoro per poter essere descritto al meglio in un videoclip perché il rischio è che si possa pensare che io stia sottovalutando una patologia come l’alcolismo. Personne, invece, deve essere una presa di posizione. E secondo me è più facile da rappresentare in un videoclip perché fortunatamente sono tante le persone che la pensano come me. Quindi spero che il prossimo singolo sia Personne.

Lorenza Low Profile è un disco in cui ritrovarsi e ciò che più auguro a Nyv è che un giorno qualcuno possa dirle: “Grazie per aver scritto questa canzone perché hai detto tutto quello che io non ho mai avuto il coraggio dire”.

TRACKLIST LOW PROFILE – NYV

  • Per favore
  • Blues d’alcool
  • Noia
  • A malapena
  • Banlieue
  • Padre
  • Tre sillabe
  • Personne
  • Sincero
  • Io ti penso