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«Ci sono film più belli, ma ho saputo intercettare un fenomeno sociale in cui tutti si sono identificati. Non so se mi ricapiterà mai, ho avuto fortuna». Così Paolo Genovese ha commentato dalla pagine di Repubblica la straordinaria notizia che lo ha coinvolto in prima persona: “Perfetti Sconosciuti”, lungometraggio di cui è il regista, è entrato nel Guinness dei primati diventando il film con il maggior numero di remake realizzati, ben 18! Spagna, Grecia, Turchia, India, Francia, Corea del Sud, Ungheria, Messico, Cina e Russia: questi i Paesi protagonisti dei dieci remake già girati e distribuiti. Altri 8 sono, invece, i remake del lungometraggio ancora in fase di produzione. Tra questi ricordiamo quello americano che potrebbe vedere tra i protagonisti anche Charlize Theron.

Potremmo chiederci cosa abbia reso l’idea del regista italiano così tanto affascinante agli occhi di paesi con culture molto diverse tra loro. Probabilmente la risposta è legata all’universalità della tematica raccontata dal lungometraggio: la dipendenza dal telefono ed l’idea della “scatola nera della nostra vita”.

Lo smartphone, oggigiorno, è diventato la cassaforte in cui custodire i nostri segreti più intimi. Come un tatuaggio indelebile, la cronologia delle nostre ricerche e di tutto ciò che facciamo resta per sempre impressa nella memoria del dispositivo rendendolo estremamente pericoloso ai nostri occhi in quanto potrebbe svelare chi siamo veramente.

Vero protagonista del film è, dunque, lo smartphone. Quanto i così detti “facilitatori sociali e di comunicazione” (Facebook, Twitter, WhatsApp e in generale gli smartphone) hanno modificato i nostri rapporti e le nostre relazioni?

Il pericolo è quello di rispecchiarci in ciò che mostriamo e che, dunque, scegliamo di condividere rischiando, però, in questo modo, un appiattimento della nostra personalità e la successiva riduzione delle infinite sfumature che ci caratterizzano in un’unica rappresentazione “socialmente” apprezzata.

È considerato ormai normale scriversi un messaggio con WhatsApp piuttosto che telefonarsi, invitarsi tramite Facebook ad eventi e comunicare tramite note vocali. Il film di Paolo Genovese ci invita allora a riflettere su queste nuove tecnologie comunicative e sull’uso che ne facciamo.

“Perfetti Sconosciuti” mette in evidenza, a mio parere, la necessità di sincerità e di dialogo all’interno di ogni relazione nonché l’importanza di custodire la sfera del privato e ciò che ne fa parte scegliendo con cura le modalità, i luoghi ma soprattutto i contenuti della condivisione.

«Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta».

 

Perfetti sconosciuti: la trama del film

Eva e Rocco, marito e moglie, invitano a cena i loro amici di sempre. Durante la cena, gli amici discutono di una coppia che si è recentemente separata a causa di un tradimento scoperto dalla moglie leggendo un messaggio sul cellulare del marito. Raccontando questa storia, Eva propone a tutti di fare un gioco: posare sul tavolo il proprio cellulare ed accettare che il contenuto di tutte le comunicazioni che riceveranno nel corso della serata sia rivelato a tutti i presenti. Dopo un momento di incertezza, gli amici accettano intrigati, ma purtroppo quello che doveva essere un gioco si trasforma ben presto in una pubblica confessione di tutti i loro più intimi segreti.

perfetti sconosciuti locandina

Interpretato da Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo e Alba Rohrwacher –  “Perfetti Sconosciuti” è uscito nelle sale cinematografiche l’11 febbraio 2016, distribuito da Medusa Film, ed ha vinto 2 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento.

“Perfetti Sconosciuti” è, infine, anche una canzone che Fiorella Mannoia ha scritto insieme a Bungaro e Cesare Chiodo proprio per il lungometraggio di Paolo Genovese.

Come si legge nella nota stampa, il brano «racconta le criticità di una relazione complicata, fatta di silenzi, segreti, sbagli, parole sprecate e sconfitte, che forse tali, in realtà, non sono mai perché, come recita il testo, “quando si ama non si perde mai”. Un allontanamento che conduce al progressivo cambiamento negli equilibri di un rapporto tra due persone, che si ritrovano improvvisamente ad essere completi estranei».

«Quando i silenzi si mettevano tra noi e ognuno andava per i fatti suoi come perfetti sconosciuti»

 

 

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