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«Non perderò mai la speranza. I tempi sono troppo duri per perdere la speranza» 
(Peterlooregia di Mike Leigh, 2019)

Una donna canta, seduta sull’uscio di una casa diroccata. La malinconia è quella di chi ha perso da tempo anche la volontà di piangere, non ha che la forza di levare gli occhi al cielo. Sulle tristi note, il testo narra l’abbandono forzato del telaio domestico e la nuova, grottesca, corsa alla fabbrica.
Una donna grida a pieni polmoni. Di fronte a lei un manipolo di altre annuisce, applaude, strilla. Qualcuno non capisce i termini che usa, perché lei padroneggia il linguaggio forbito del marito, un fervente rivoluzionario abituato a parlare in pubblico.
Manchester, 1819. L’Inghilterra, leader morale e militare della vittoria antifrancese a Waterloo, riprende il suo ordine pre-bellico. La rivoluzione industriale ha già prodotto un radicale cambiamento nel volto del Paese, regalando un radicato senso di ingiustizia e rabbia alle famiglie di lavoratori ed un atavico – nonché immotivato – astio nei loro confronti alla nobiltà terriera. Sono queste le fondamenta per una ribellione? Forse.
Di questo parla Peterloo, ultima pellicola di Mike Leigh (Happy-Go-Lucky, Another Year).

Un film storico lungo, lento e incredibilmente riflessivo ma con una forza straordinaria: la cura del particolare. L’aderenza al contesto storico è a tutto tondo, dall’aspetto linguistico alla ricostruzione minuziosa degli eventi chiave salienti che hanno portato i lavoratori dell’area di Manchester a radunare la prima grande manifestazione operaia della storia (all’epoca la regione primeggiava su scala mondiale nella produzione del tessile a livello industriale).

peterloo mike leigh

È la storia che precede l’associazionismo operaio, i romanzi di Dickens, le lotte per la richiesta dei diritti del lavoro in fabbrica e il risveglio europeo del 1848. L’esito del massiccio incontro di piazza, scena culminante del film, non sarà altro che il preludio di una delle maggiori rivoluzioni sociali della storia. Vecchia come gli imperi dell’antichità, torna sul grande schermo la controversia fra la parte del popolo che sente di contare poco o nulla e coloro i quali detengono il potere, con un occhio di riguardo per un momento storico forse più cruciale di quanto non si percepisca solitamente sui libri di storia.

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