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Cordio: un’intervista tra angoli e spigoli

Il 13 novembre 2019, a Play/Story/List, su Radio 1088, ho avuto il piacere di intervistare Cordio, un giovane cantautore siciliano la cui storia si è trasformata in una fiaba a lieto fine grazie ad un incontro fortuito, con Ermal Meta, in una spiaggia a Taormina. Classe 1995, Pierfrancesco Cordio si è trasferito, a 19 anni, a Milano dove ha frequentato il corso di Writing and Production al CPM e quello di pianoforte classico alla Scuola Civica Claudio Abbado.

Descrive La Nostra Vita (brano presentato a Sanremo Giovani, ndr) come un decollo che non prevede scalo ma solo un atterraggio, il più tardivo possibile. Dal 2017 ad oggi, Cordio ha aperto molti dei concerti di Ermal Meta e grazie a questa esperienza ha calcato alcuni dei palchi più importanti della musica italiana da nord a sud dello stivale: l’Alcatraz di Milano, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro Ariston di Sanremo, il Forum di Assago, il Foro Italico di Roma, il Teatro Antico di Taormina. Cordio nei suoi testi racconta la realtà attraverso uno sguardo malinconico e riflessivo, con sonorità che fondono cantautorato e pop. La sua appendice naturale è il pianoforte mentre la chitarra viene suonata dall’amico Simone Pavia, in arte Davorio. Fortemente legato alla vecchia scuola cantautoriale, Cordio ha saputo trovare il giusto equilibrio tra tradizione e modernità raccontando l’oggi, forse, con gli occhi di ieri.

Il suo EP d’esordio, Ritratti post diploma, è stato anticipato il 4 Ottobre da Il Paradiso, una delicatissima “ninna nanna piena di rabbia”.

Di seguito la trascrizione dell’intervista disponibile anche in podcast.

“Il paradiso è pieno di bambini che giocano con gli aeroplani; in cielo sono i preferiti, sono gli unici con le ali”. Così si chiude il tuo ultimo singolo. La scelta del Quartiere Paradiso di Brindisi come cornice del videoclip come è nata?

«La scelta di girare il videoclip nel Quartiere Paradiso di Brindisi non è casuale. È una scelta del regista – Francesco Cordio – che è un documentarista molto bravo che ha lavorato anche con Daniele Silvestri e Niccolò Fabi. La mia canzone parla di un Paradiso ultraterreno ovviamente, però, ambientando il videoclip in quel posto ogni singola frase sembra essere riferita a quel quartiere che è periferico e popolare, e “somiglia più all’Inferno che al Paradiso”. Secondo me un videoclip deve aggiungere significato, non deve sottolineare quello che già c’è nella canzone».

Il Paradiso è il singolo che ha anticipato l’uscita del tuo primo EP Ritratti post diploma. Cosa ti ha portato a scegliere di pubblicare un EP piuttosto che un album? Come mai hai lasciato fuori due brani tanto importanti del tuo repertorio quali sono La nostra vita e Il paradiso?

«La fruizione della musica, oggi, avviene sempre più in digitale e in questo momento, per una serie di ragioni legate più alla mia etichetta che a me, ho pensato che fosse bello pubblicare sei nuovi brani sotto forma di EP dando per scontato che quelli già pubblicati non sono cancellati dalla memoria. La ragione artistica, però, è un’altra: avendo prodotto l’album con Ermal Meta ho, negli ultimi due anni, lavorato con lui un po’ a singhiozzi a causa dei suoi tanti impegni lavorativi. “Il Paradiso” è stato il primo brano che abbiamo registrato nel 2017; poi abbiamo registrato Almeno tu Ricordati di Me; successivamente La Nostra Vita ed infine, dal 2 al 22 gennaio, in 20 giorni, abbiamo registrato i sei brani contenuti nell’EP. Mi piaceva pubblicare questi sei brani insieme perché sono il vero cuore del disco; sono la fotografia esatta di quello che è successo mentre registravo l’EP».

Ritratti post diploma è anche il titolo dell’ultima canzone dell’EP; una delle prime che hai cantato in apertura dei concerti di Ermal. È una pennellata piena di sfumature. Cosa è cambiato in questi anni nell’autoritratto di Pierfrancesco? Hai mai pensato di abbandonare la musica o come Ulisse con Itaca non l’hai mai dimenticata?

«No, non ho mai pensato di abbandonare la musica. Anzi, sono stato molto fortunato perché ho avuto la possibilità di fare un’esperienza a stretto contatto con un’artista e con la sua vita d’artista. Questo mi ha fatto crescere moltissimo perché sono passato dal vedere quella vita e desiderarla – come il bambino fuori dalla pasticceria – ad essere l’assistente del pasticcere e ad imparare come si fanno le cose.»

Da diversi anni condividi i più importanti palchi d’Italia ed Europa con Ermal Meta. Ora il palco sarà tutto tuo. Puoi concederci qualche anticipazione?

«Beh, finalmente: sono molto orgoglioso. L’ho aspettato tanto questo momento per cui sono anche molto pronto, almeno moralmente. Durante i live suonerò le mie canzoni e poi in ogni data ci sarà un ospite.»

 

DATE DEL TOUR

22 Novembre – ROMA / LARGO VENUE

24 Novembre – MILANO / APOLLO CLUB

28 Novembre – CATANIA / MA

 

Cordio ha, inoltre, risposto ad alcune delle tante domande che abbiamo ricevuto dai suoi fan.

Silvia: Cosa hai pensato la prima volta che hai visto una frase di una tua canzone tatuata sulla pelle di un tuo/una tua fan?

«Non ci credevo, ho pensato che non fosse mia. Era una frase di “Ritratti post diploma”».

Serena: Qual è il ricordo più bello del “Meraviglioso Modugno”?

«La giornata in Puglia. È una terra molto accogliente che amo particolarmente».

Chiara: Ci saranno altre date del tour?

«Non quest’anno. Nel 2019 ci saranno soltanto questi tre concerti».

Unorizzontedicarta: Farai dei firmacopie in seguito all’uscita dell’EP?

«No, perché l’EP è solo digitale».

Alice: Cosa ti ha portato a studiare al CPM Music Institute? Come ti sei trovato?

«Me ne hanno parlato alcune persone che conoscevo. Inoltre, è una scuola abbastanza nota in Italia per quanto riguarda la formazione nell’ambito della musica leggera. Mi sono trovato molto bene anche perché ci sono degli insegnanti molto bravi; dei grandi professionisti».

Silvia: A chi hai dedicato o vorresti dedicare il tuo primo EP?

«La prima persona che mi viene in mente è il mio nonnino, che non c’è più».

Ho, infine, chiesto a Cordio di fare un regalo a tutti i nostri ascoltatori introducendo lui l’ultimo brano della sesta puntata di Play/Story/List: «Angoli e Spigoli è una canzone per chi si sente incompleto, straniero e mancante di qualcosa che ha perso. Tutti coloro che, almeno una volta, hanno provato queste sensazioni, possono allora immedesimarsi»

Se vi siete persi l’intervista potete riascoltarla a questo LINK