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“5”…struffoli ed una chiacchierata con l’artista

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando: è questa la novità!

Dopo la pausa natalizia Play/Story/List torna On Air, tutti i lunedì dalle 12 alle 13 e fidandomi del modo di dire che chiosa “chi ben inizia è già a metà dell’opera”, ho deciso di inaugurare l’inizio degli anni ’20 del 2000 con un’ospite d’eccezione. Ai microfoni di Radio 1088 ho, infatti, avuto il piacere di intervistare Giovanni Truppi.

“Lo sai che ci sono persone, posti ed emozioni che voglio sempre con me. E allora li metto dentro le canzoni. Io sono un mago; questa è la mia magia. E vuoi o non vuoi sei mia” (Mia, Giovanni Truppi feat Calcutta).

Classe 1981, Giovanni Truppi ha progettato e costruito, nel 2014, un proprio pianoforte ottenuto modificando un piano verticale. Ha collaborato, poi, con lo scrittore Antonio Moresco per la scrittura della canzone “Lettera a Papa Francesco” ed ha scritto “La Domenica”, brano che fa parte della colonna sonora e del testo dello spettacolo teatrale “Il cielo non è un fondale” della compagnia Deflorian/Tagliarini. Nel 2017, ha ricevuto il Premio Nuovo Imaie per la migliore interpretazione al Premio Tenco. Nel 2018 è stato candidato ai Nastri D’Argento per la migliore canzone originale per “Amori che non sanno stare al mondo”, brano composto per l’omonimo film di Francesca Comencini. Ha, infine, ricevuto nel 2019 il Premio PIMI come Miglior Artista Indipendente dell’Anno. Polistrumentista e cantante, Giovanni Truppi ha raccolto, negli anni, molti apprezzamenti per la sua attitudine alla scrittura e alla composizione che da una parte rievocano i grandi cantautori degli anni ‘70, ma che al contempo percorrono strade del tutto inedite. Il suo nuovo EP, “5”, pubblicato lo scorso 31 gennaio, è figlio dell’ultimo album, “Poesia e Civiltà”, e contiene: tre canzoni del suo repertorio, questa volta re-interpretate rispettivamente con Calcutta, Niccolò Fabi e La Rappresentante di Lista, e due inediti: “Procreare” con Brunori Sas e “Il tuo numero di telefono”.

L’INTERVISTA

Lorenza. Il tuo nuovo progetto discografico “5” è accompagnato da uno speciale fumetto con tutte le canzoni dell’EP illustrate da 6 differenti disegnatori. Com’è nata l’idea di dare un colore ed una forma alla tua musica? Si tratta di cinque autoritratti come lascia intuire , la copertina del fumetto?

Giovanni Truppi. No. Al massimo direi che sono 5 ritratti, nel senso che ogni artista ha interpretato a suo modo me e, di conseguenza, anche la canzone che ha scelto di illustrare. L’idea è nata in maniera molto leggera. Alcuni di questi artisti li conosco personalmente. Ad esempio, con Cristina Portolano, che ha illustrato la storia di “Conoscersi in una situazione di difficoltà”, avevo già lavorato in passato; è stata proprio lei, infatti, a realizzare la copertina del mio penultimo album, “Giovanni Truppi”. Chiacchierando, ad un certo punto le ho proposto di illustrare insieme ad altri suoi colleghi artisti alcune mie canzoni. Lei mi ha dato subito un feedback positivo ed allora ho iniziato a pensare a questo progetto e ne ho parlato con la casa editrice Coconico che si è, poi, occupata di pubblicare il fumetto.

C’è una frase di una canzone contenuta nel nuovo Ep di Giovanni che mi ha colpito sin dal primo ascolto: “Solo per chi rimane c’è quello che siamo veramente”. La canzone è “Due Segreti” e in “5” Giovanni Truppi ce la racconta insieme a La Rappresentante di Lista. Prendendo spunto da questa frase abbiamo parlato della sua capacità di mettersi a nudo e dell’intimità che si può percepire durante un suo concerto.

Giovanni Truppi. L’intimità di cui parli la percepisco anch’io, nel bene e nel male, ad ogni concerto. Poco prima di ogni live, infatti, so bene che su quel palco mi metterò a nudo ed in qualche modo questa cosa mi inquieta. Sono consapevole di espormi moltissimo e ciò che cerco di fare è raccontarmi al di là delle canzoni porgendole al pubblico nella maniera più vera possibile.

Lorenza. Nel tuo Ep re-interpreti tre brani di “Poesia e civiltà” insieme ad altri artisti. Le canzoni le avete scelte insieme?

Giovanni Truppi. Sì, le abbiamo scelte insieme! Con Niccolò (Niccolò Fabi, ndr.), in realtà, siamo andati abbastanza a colpo sicuro in quanto io avevo in mente lui per “Conoscersi in una situazione di difficoltà” ed allo stesso tempo questa canzone era – a detta di Niccolò – una di quelle che aveva maggiormente apprezzato del mio ultimo album “Poesia e Civiltà”. A Dario (Brunori Sas, ndr.) ed Edoardo (Calcutta, ndr.), invece, io avevo proposto diverse canzoni che avrei avuto il piacere di condividere con loro ed entrambi hanno espresso le loro preferenze.

Lorenza. In “Conoscersi in una situazione di difficoltà” condividi il microfono con Niccolò Fabi. Come ho scritto nella recensione al singolo sembra che le vostre voci danzino insieme; c’è un distinguersi, un avvicinarsi e, poi, un riconoscersi. Com’è stato lavorare in studio con Niccolò Fabi?

Giovanni Truppi. È stato molto bello. Mi ha colpito molto la rapidità con la quale siamo riusciti a creare un’intimità che non era per nulla scontata e che, d’altronde, è abbastanza necessaria quando si parla di arte perché, in fondo, lavoriamo con le emozioni e senza intimità è difficile tirarle fuori. Particolarmente bello è stato, poi, vedere come lavora in studio un artista che stimo molto e che ha molta più esperienza di me. Da lui ho imparato tanto.

Lorenza. Procreare” sembra raccontare un viaggio che dalle tenebre delle “cose amare” conduce alla luce e alla gioia dell’amare, del progredire e del procreare. Con ironia e speranza, ho avuto la sensazione che tu volessi da una parte condannare la superficialità e dall’altro tentare di distruggere le barriere che separano l’uomo da suo fratello. Con Brunori Sas l’idea principale era quella di voler cantare il desiderio di poter vivere in un mondo più umano?

Giovanni Truppi. In realtà, la canzone vuole un po’ raccontare una oscillazione che, a volte, mi sembra di vivere e che appartiene, credo, a tutti noi. Da una parte c’è la nostra tendenza a lasciarci trasportare dalle domande esistenziali che ci poniamo quotidianamente, alcune delle quali ci portano a pensare in negativo; dall’altra c’è, invece, la possibilità di vivere un’esistenza in comunione con ciò che ci circonda…un’esistenza che possa immergersi nelle cose semplici come quelle che hanno a che fare con la natura, ma anche in quelle meno semplici come, ad esempio, quelle che hanno a che fare con il divino, in qualsiasi modo lo si voglia intendere.

Lorenza. Durante il secondo Live di X Factor 2019, Eugenio Campagna ha portato sul palco la sua personale versione di “Scomparire”. Com’è stato ascoltare, credo per la prima volta, qualcuno che interpreta una tua canzone sul palco di uno dei talent show più importanti d’Italia?

Giovanni Truppi. Mi ha fatto piacere anche perché l’interpretazione di Eugenio mi è piaciuta molto. È stato bello!

Con Giovanni abbiamo, poi, parlato dell’importanza dei social che gli hanno permesso di mettersi in contatto con Eugenio Campagna e che permettono anche a noi di Radio 1088 di essere quotidianamente presenti nelle giornate dei nostri ascoltatori.

C’è stato, inoltre, spazio anche per una piccola parentesi culinaria anche perché se intervisti un napoletano non puoi non parlare degli struffoli!!!

Ma tornando a parlare di musica…

Lorenza. Da fine novembre insieme alla tua band sei tornato a calcare i principali palchi italiani. C’è una data del tour o un incontro che ricordi con particolare affetto?

Giovanni Truppi. Ce ne sono tanti. In questo momento mi viene in mente, parlando di incontri, un concerto che ho fatto quest’estate a Cosenza. Tra i tanti nel pubblico c’era anche Dario Brunori e dopo il concerto abbiamo chiacchierato un po’. Ci eravamo già incrociati in passato ma questa è stata la prima volta che abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere. Ho un bel ricordo di quel giorno!

Giovanni mi ha, poi, svelato che “Procreare” non è stata scritta a quattro mani con Brunori Sas ma è una canzone che lui aveva già scritto un po’ di tempo fa. Parlando di progetti futuri mi ha, successivamente, detto che ha tanta voglia di scrivere nuova musica e che come di consuetudine metterà in discussione tutto ciò che ha fatto fino ad ora. Le idee, però, sono ancora poco chiare. Certamente, nei prossimi mesi ci saranno delle presentazioni in alcune Feltrinelli d’Italia che vedranno come protagonisti gli artisti che hanno realizzato i 5 fumetti contenuti in “5”.

Ho, infine, chiesto a Giovanni Truppi di introdurre l’ultima canzone dando così continuità alla tradizione di “Play/Story/List: L’Intervista”: «L’ultimo brano si intitola “Il tuo numero di telefono” ed è l’unica canzone di “5” che canto da solo. È una canzone che tenevo a cantare da solo in quanto sento che mi appartiene molto. Ci ho lavorato tanto ed è sicuramente una delle canzoni più intime di questo nuovo lavoro discografico. Buon ascolto!».

Se vi siete persi l’intervista potete riascoltarla qui: LINK