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di Marco MessinaUn amico studente di psicologia pochi giorni fa scriveva che un depresso, data la sua fragilità psicologica e la sua alterata percezione delle cose del mondo, non può che soffrire terribilmente per la quarantena da coronavirus che lo costringe a casa

Un depresso, che più di tutti avrebbe bisogno di uscire e distrarsi con stimoli e attività, rischia di uscire da questo periodo peggio di come vi è entrato.

Non vogliamo dedicare questo articolo al fenomeno pur grave della depressione, che è una malattia a tutti gli effetti. Vogliamo però usarlo come spunto, per riflettere sulle conseguenze psicologiche e mentali che la quarantena può avere su tutti noi. Non bisogna assolutamente sottovalutare il modo in cui rimanere chiusi in casa può influire sulla nostra percezione del mondo e dell’esistenza.

Particolarmente a rischio, in questa situazione, sono le persone che più delle altre erano abituate ad una routine particolarmente dinamica e ricca di impegni e attività. Cosa fare dunque per preservare il nostro benessere psicologico e la nostra salute mentale? Senza la pretesa di essere degli psicologi, di sostituirci ad essi e dirvi in maniera scientifica cosa sta succedendo nella nostra psiche, proviamo prima ad ipotizzare un quadro.

Se volete balzare direttamente alle soluzioni pratiche, allora cliccate qui. Diversamente, vi consigliamo di leggere tutto l’articolo.

Fase 1: noia

Siamo chiusi a casa, comodi, con la possibilità di dormire di più e riposarci riuscendo a risparmiare sul tempo perso per spostamenti fuori casa e preparazione personale per gli impegni quotidiani.

È comprensibile (ma non certo giustificabile) che questo funga da incentivo a far di meno e a dilazionare i tempi delle nostre attività. Pur avendo più tempo per fare le cose, paradossalmente, sprechiamo anche più tempo in nullafacenza, con la falsa illusione che “tanto siamo a casa e possiamo fare tutto quando vogliamo”.

E quando ci mettiamo al lavoro, siamo già più svogliati e meno energici. Lavoriamo il giusto indispensabile e poi torniamo a far il nostro nulla, davanti Netflix, tv o social, tra un film, una serie tv e una nuova comunicazione di Conte su aggiornamenti per la quarantena e misure politiche contro il coronavirus.

Il momento in cui vi direte “uff, che noia, non ho nulla di particolare da fare” è molto breve.

Ci si arriva proprio perchè la quarantena ci ha regalato un surplus di tempo a disposizione, che però non equivale ad un surplus di attività da fare, e dunque “buttiamo” il tempo in più in riposo extra o piacevole nullafacenza.

Fase 2: sovrappensiero/overthinking

Avere tempo in più a disposizione senza avere nulla da fare non significa che non si faccia davvero nulla. Non abbiamo un interruttore on/off sulla nostra testa. Quella rimane sempre attiva.

Ecco, la noia, l’insoddisfazione che ne consegue per la mancanza di attività e dunque improduttività personale, ci fa pensare, tanto.

Pensiamo che vorremmo fare qualcosa ma non sappiamo cosa. Ci sentiamo a disagio, perchè sembra di buttare le giornate, che quello che facciamo non ha un obiettivo, non ha significato. Come quando alla fine dell’estate vuoi tornare a lavorare perchè “almeno così faccio qualcosa”.

Ecco, se in estate sai già che prima o poi tornerai a lavorare, in questa situazione no.

Non sappiamo quando questo finirà, non abbiamo risposte certe su quando la quarantena finirà e potremo tornare alla normalità. Siamo degli automi nullafacenti senza una prospettiva di sicurezza futura, senza un programma, senza una meta. Pretendiamo di avere delle risposte per il nostro futuro, ma non ne abbiamo.

Ansia, senso di smarrimento, senso di buttare le proprie giornate, insoddisfazione, frustrazione…quante di queste cose hai già provato in questi giorni? Tutto questo è riassumibile in una parola ben precisa

Fase 3: melanconia

…che si chiama, appunto, melanconia, e indica quello stato d’animo non certo equiparabile alla depressione, ma nel quale ci crogioliamo indolenti nella nostra apatia, nel nostro scoraggiamento, nel nostro voler fare qualcosa ma non sapere cosa, che ci causa frustrazione e che dunque impatta negativamente sulla nostra psiche.

È uno stato d’animo dannoso? Può esserlo potenzialmente, perchè se prolungato nel tempo finisce per alimentare una narrazione negativa nella nostra testa. Sentirsi inutili e non fare nulla mina la nostra autostima, indebolisce la nostra produttività e si, a furia di sentirsi a disagio l’insoddisfazione aumenta.

Non possiamo dire con certezza scientifica se ciò può portare ad un principio di depressione, ma certo non auguriamo a nessuno di sentirsi così.

Se doveste sentirvi così, ecco dunque cosa fare. E se non vi sentite così, i prossimi consigli valgono uguale.

Soluzione: sposta il focus

Bisogna spostare il focus. Su cosa? Sulla quotidianità. Cioè? Cioè bisogna sforzarsi di non guardare al futuro, di fregarsene cosa potrà succedere nelle prossime settimane o mesi. Si, hai letto bene, fregarsene. Punto.

Il coronavirus non ci lascia margini per poter elaborare una prospettiva sicura del tempo che verrà, e la quarantena potrebbe durare ancora per un (bel) po’.

E dunque? Dunque bisogna essere disciplinati e militareschi. Bisogna crearsi una routine e rispettarla senza deroghe e procrastinazioni.

Decidere di fare questo, questo e questo e farlo.

Bisogna occupare le nostre giornate con qualcosa, sforzarsi di fare bene e rispettare, giorno per giorno, tutti gli impegni che ci siamo dati con noi stessi. Così da poter andare a letto soddisfatti di tutte le piccole cose fatte nel giorno.

E domani? Il “domani” decidetelo uno o due giorni prima. Organizzatevi le giornate successive a distanza di breve termine. Se poi riuscite a farlo per tutta la settimana, ben venga.

Non esiste altra soluzione: spostare il focus da una visione di lungo periodo a una più quotidiana e concentrata sull’oggi fa si che non si investano energie mentali in aspettative future per le quali non abbiamo alcuna certezza.

È, alla fine, solo un gioco mentale con cui “manipola” la nostra percezione delle cose. Che, speriamo, possa dare davvero una mano a chi in questi giorni era un po’ giù d’umore. Serve tanta autoconsapevolezza e capacità di adattamento psicologico.

Forza, su. Che #andràtuttobene.

Se vi servono altri spunti e consigli su come occupare le vostre giornate,
abbiamo preparato qui il nostro vademecum per affrontare la quarantena.