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Fonte: Local Team

Vi abbiamo raccontato la settimana scorsa la vicenda di Giusi, la signora antifascista che durante la manifestazione contro il comizio di Forza Nuova a Bologna è stata scaraventata a terra e successivamente schedata dalle forze dell’ordine per aver chiesto, in maniera forse troppo veemente, da quale parte si stessero schierando. Lei che “di fascismo” ha perso i nonni. Lei che non è una studentessa di 20 anni ma una donna di 55 che, sicuramente con dei modi bruschi ma certamente non violenti né maleducati, ha chiesto alla polizia in assetto anti sommossa perché stesse permettendo che qualcosa di molto vicino all’apologia del fascismo si stesse tenendo in piazza nel centro di Bologna.

 

Lei che poi, come si vede nel video, è stata prima tirata via dagli stessi agenti e successivamente scaraventata in terra e trascinata per essere schedata, riportando una prognosi complessiva di 15 giorni ed un ingresso in codice verde al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore.

 

Quello che però adesso fa ancora più scalpore è il fatto che Giusi stia rischiando il proprio posto di lavoro al Comune di Casalecchio di Reno perché contro di lei sono stati intrapresi dei provvedimenti disciplinari di cui lei è venuta a conoscenza solo attraverso le pagine de Il Resto del Carlino.

 

Abbiamo raggiunto telefonicamente la signora che ci ha detto che ci sono attualmente delle questioni legali in corso e che, su suggerimento degli avvocati, non rilascerà per il momento dichiarazioni alla stampa.

Ci atteniamo quindi al comunicato diramato dal SGB – Sindacato Generale di Base che spiega la vicenda:

 

Il 20 aprile scorso Giusi, delegata SGB, rsu del Comune di Casalecchio di Reno, era con noi ed altre migliaia di antifascisti in Piazza Maggiore a Bologna, per contestare la provocatoria presenza elettorale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova.

In molti l’hanno vista nei video postati da diversi meedia, porsi ai poliziotti chiamati a difendere il comizio neofascista chiedendo “Da che parte state?”. Dopo qualche minuto, essere scaraventata a terra e trascinata dietro il cordone di polizia per poi essere rilasciata dopo poco, senza alcuna conseguenza e senza nemmeno essere stata identificata.

Non poteva essere altrimenti del resto, perché Giusi ha avuto coraggio ad esternare con rabbia lo stesso sentimento di coloro che assistevano a alla scena surreale di un muro di polizia in difesa di chi è stato implicato nella strage della stazione di Bologna, ma non ha offeso nessun agente con le sue parole.

A distanza di oltre 10 giorni, scavallate le elezioni (sic), un dirigente del Comune di Casalecchio di Reno, dove Giusy lavora, ha reso noto attraverso una intervista al quotidiano il resto del Carlino, di averla segnalata al competente ufficio disciplinare chiedendo di valutare l’avvio di un procedimento, in questo spinto dalle dichiarazioni pubbliche di vari esponenti di Fratelli d’Italia e di un esponente del Movimento 5 stelle.

Una questione tutta politica che non ha alcun riscontro applicativo nelle norme che regolano i diritti e i doveri dei pubblici dipendenti e che non si prestano quindi a nessun provvedimento disciplinare.

Anzi, le prime parole dei principi generali della Legge in questione sono“Il dipendente osserva la Costituzione…”, esattamente quello che ha fatto la piazza del 20 maggio: difendere la Costituzione nata dalla lotta al nazifascismo!

Chiunque conosce leggi, contratti e regolamenti relativi ai dipendenti comunali, sa bene che l’avere chiesto l’avvio di un procedimento disciplinare è una forzatura gigantesca.

In questo caso, è solo un modo per accondiscendere al clima di odio e di revisione storica fascisteggiante che si respira nel Paese, tenendo sulla graticola Giusi come simbolo di contestazione a tutto questo. 

Noi non ci stiamo e siamo al fianco di Giusi, non solo nella difesa per quanto riguarda la segnalazione ricevuta ma anche nel difendere i valori dell’antifascismo che, sono un elemento identitario della storia del movimento dei lavoratori.

Chiediamo quindi:

  • che non si apra nessun procedimento disciplinare nei confronti di Giusi;
  • che la Giunta di Casalecchio di Reno blocchi sul nascere questo assurdo tentativo di ribaltare il dettato normativo ed avvi una indagine interna sui motivi che hanno indotto un dirigente del Comune a rivolgersi ai giornali, apportando grave nocumento d’immagine all’amministrazione comunale, anziché seguire le normali vie amministrative e le corrette relazioni sindacali;
  • che le forze politiche che siedono in consiglio comunale e si richiamano alla Costituzione si esprimano contro l’inaccettabile revisionismo storico neofascista che sottende alla richiesta di apertura del procedimento disciplinare.

Ci appelliamo a tutte le antifasciste e gli antifascisti a solidarizzare con Giusi e a partecipare alle iniziative che insieme a lei decideremo nei prossimi giorni.