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«Bisio, scatenati»

 (Virginia Raffaele a Claudione nazionale, sperando che lui riesca a salvare i conduttori dai fischi del pubblico scontento).

 

Delirio leggendario. Sbanca sul palco del teatro Ariston un ragazzo umile, giovane, capace sia di raccontare una storia che di regalare un bello show. Il suo volto, all’annuncio della vittoria, mostra da sé quanto inaspettato fosse da parte sua il risultato. Questa volta non vince il pubblico, schierato saldamente verso Il Volo e Ultimo, immeritatamente sul podio. Ribalta tutto il voto della giuria di esperti, ma anche e soprattutto quello della sala stampa, di cui verrà ricordata l’iconica immagine di tutti i giornalisti in piedi sulle note di Soldi di Mahmood, il pezzo vincitore.

 

 

Come da pronostico lo spettacolo della finale non eguaglia quanto visto nella serata dei duetti, tuttavia la tensione dell’epilogo e la consapevolezza di essere ormai al termine di questo lungo viaggio ha fatto sì che le ventiquattro esibizioni si susseguissero velocemente e con un’ottima qualità.

Poca roba gli ospiti: Eros, Luis Fonsi ed Elisa. Un pensiero tenero va alla meravigliosa Arisa, che chiude il suo miglior festival all’ottavo posto dopo un’esibizione con 39 di febbre che la lascia in lacrime. Ha pur sempre trionfato nella classifica stilata a casa nostra con tutti gli amici a fare da giuria. A Mahmood non parte il microfono, Cristicchi si commuove e fa commuovere, Ultimo stecca tutto quello che può, Nigiotti centra la sua miglior esibizione, la Bertè si prende l’ennesima standing ovation, Silvestri prosegue nel momento di grazia iniziato con i duetti, Patty Pravo fa la Patty Pravo (non in senso buono) e il fischiato Motta chiude il festival.

Alla fine la classifica è una sorpresa in cui, come ogni anno, molti avrebbero meritato di più. Gli Zen Circus, seppur non da podio in questo Sanremo, non meritavano il fanalino di coda del diciassettesimo posto, dietro a gente come Ghemon, Ex-Otago e Paola Turci. Anche Irama, forse, avrebbe potuto occupare un gradino più alto del settimo posto. Altri, invece, possono cospargere il loro di baci. Parliamo di Achille Lauro e Loredana Bertè: il primo è un’insperata sorpresa con il nono posto, la seconda si trascina sgolandosi fino al quarto (un lusso). E pensare che l’Ariston l’avrebbe voluta vincitrice.

Grande soddisfazione per l’assegnazione dei cosiddetti premi tecnici, nei quali finalmente trionfa – meritatamente – la professionalità degli artisti e l’attenzione verso l’arte della musica. Non è un caso, infatti, che a fare incetta di riconoscimenti siano Daniele Silvestri e Simone Cristicchi. Orchestra e giurie hanno premiato il notevole percorso dei due cantautori all’interno del festival, memori di ogni esibizione e dell’eccellente lavoro presentato da entrambi nella serata duetti. Tre premi a Silvestri e due a Cristicchi: possono davvero sorridere. Bravi.

Ah già. Tim ha dato a Ultimo il premio per gli ascolti in streaming. Se lo goda, tutto suo.

Si arriva così al Leone di Sanremo, il premio più ambito. Mahmood, ventiseienne milanese, trionfa con la hit annunciata Soldi nello stupore generale, dopo soli due mesi dalla conquista di Sanremo Giovani. Incredulo sul palco dell’Ariston, rimane tale anche al Dopofestival con Papaleo e la Foglietta.  La sua è una vittoria che sembra strizzare l’occhio all’Eurovision, kermesse in cui da anni l’Italia subisce amare delusioni. Ma è anche una vittoria che fa sorridere noi. Quest’anno ci troviamo davvero a commentare un epilogo che può dimostrarsi un punto di svolta nella storia del festival. Si realizza il desiderio di Baglioni di incidere come direttore artistico, sia nel presente che, probabilmente, nel futuro.

Sorridiamo perché Sanremo 2019, per quanto abbia avuto una partenza lenta, è stato prima di tutto un grande show, premiato in primis dallo share. Sorridiamo perché a Baglioni, a Bisio e alla Raffaele si vuole bene e un applauso sincero glielo facciamo. Sorridiamo perché sono riusciti a far tirare fuori gli accendini a noi due su Notte Prima Degli Esami (mitico Antonello). Sorridiamo perché a ventisei anni Rocco Papaleo vinceva il trofeo come capocannoniere al torneo di calcetto – sua citazione dal Dopofestival – e Alessandro Mahmoud sbanca il 69esimo Festival di Sanremo.

 

Ci vediamo l’anno prossimo.

 

Articolo scritto a quattro mani da Michele Danesi e Michele Sabbadini