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10.000 SARDINE PER DIRE NO ALLE POLITICHE DI MATTEO SALVINI

Bologna ha risposto. E anche alla grande. L’obiettivo del flashmob ittico, “6000 sardine contro Salvini”, era quello di superare le 5570 persone presenti al PalaDozza, dove Matteo Salvini ha dato i via alla campagna elettorale per la regione Emilia-Romagna. Obiettivo raggiunto e ampiamente superato, come testimoniano le foto dall’alto che immortalano una Bologna stracolma e bellissima. 10.000 persone, strette come sardine, hanno creato una marea umana, ribadendo più volte che “Bologna non abbocca” a un’idea di valori e ideali che stanno sempre più prendendo piede in questo periodo.

Si chiamano Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa gli organizzatori che hanno fatto nascere il primo flashmob ittico della storia, come ha ironizzato Mattia in alcune interviste. I partecipanti avevano l’unico compito di portare con sé una sardina stilizzata, da alzare al cielo su indicazione degli organizzatori: c’è chi l’ha disegnata e ritagliata su un semplice cartoncino, chi l’ha ritagliata da pezzi di alluminio, chi li ha attaccata su pezzi di legno e sventolata in aria, chi l’ha appeso al collo o chi simpaticamente ha costruito un cappello a forma di pesce. E c’è chi non l’aveva, ma a molti di loro è stata regalata; perché nessuno a Bologna è escluso, come qualcuno a pochi chilometri di distanza voleva far credere.

“E’ chiaro, che il pensiero dà fastidio / anche se chi pensa è muto come un pesce / anzi è un pesce
e come pesce è difficile da bloccare
perché lo protegge il mare”

Alle 20.30, in risposta all’inizio del comizio leghista, tantissimi studenti, donne, uomini, bolognesi e non hanno alzato uno striscione che recitava “Bologna non abbocca”, accompagnato dalle note di Com’è profondo il mare di Lucio Dalla, seguito dagli applausi della folla e dal discorso di ringraziamento degli organizzatori.

La battaglia con il PalaDozza dipinto di verde è stata vinta, come raccontano anche le foto di Piazza Maggiore che sono rimbalzate sui social, condivise da tantissime persone. Proprio i social, dove si è fondato il successo della Lega, si sono rivelati una trappola, mostrando a molti la marea delle sardine.

 

Immagine di Piazza Maggiore dall’alto diventata virale sui social network

 

Bologna, come spesso capita, si è dimostrata qualcosa di diverso, unico: una città inclusiva e solidale, una cosa e una casa di tutti, senza distinzioni. Ieri sera Bologna non è stata “legata” grazie alla partecipazione di tantissime persone.

Grazie Bologna.