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Thoiry Remix:
una critica al nuovo abitante dello zoo, l’uomo.

Terzo estratto dell’album “Pour l’amour”, “Thoiry Remix” viene pubblicato il 24 gennaio 2018 ed è il remix dell’omonimo brano di Quentin40 e Puritano, creato dalle sapienti mani di Achille Lauro, Boss Doms e Gemitaiz  nonché prodotto dallo stesso Boss Doms insieme a Dr. Cream, produttore della versione originale.  Strabiliante il modo in cui questi artisti sono riusciti a plasmare un brano che mette in luce le peculiarità di ciascuno mantenendo, però, quell’unità e quella coerenza fondamentali per garantirne una maggiore stabilità e solidità.

thoiry remix

Ciò che maggiormente attrae di Thoiry Remix è, dunque, la fusione di una serie di elementi che contraddistinguono ciascun artista: lo stile UK di Quentin40 e le sue parole tronche; il rap su base rock di Puritano; il samba trap, una corrente musicale creata dal duo Achille Lauro-Boss Doms. Il remix si caratterizza, inoltre, per l’aggiunta di barre inedite scritte da Achille Lauro e Gemitaiz.

Il brano ha la capacità di sorprendere, nonché di spiazzare il gruppo degli ascoltatori che corrono sempre di più il rischio di un ascolto pieno di pregiudizi e privo di attenzione. Nonostante ciò, se ascoltato con una giusta dose di curiosità “Thoiry” diventa davvero difficile da dimenticare e questo probabilmente è dovuto all’utilizzo di parole tronche che richiamano da un lato il gergo giovanile e dall’altro il francese parlato. Quest’ultimo comporta, infatti, tutta una serie di abbreviazioni la cui finalità è dare una maggiore velocità al discorso mentre in ambito musicale le parole tronche vengono utilizzate per garantire un ritmo travolgente e martellante.

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A dare il titolo al brano è un piccolo comune francese di 5189 abitanti, situato nel dipartimento dell’Ain della regione dell’Averna-Rodano-Alpi. “Thoiry” porta con sé anche un importante riferimento a un film cult d’oltralpe dal titolo “La haine” (L’odio). Regia di Mathieu Kassovitz, si tratta di uno dei ritratti più lucidi e spietati delle periferie francesi.

Interessante notare come la versione originale del brano cominci con una citazione esplicita alla pellicola: «Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: “Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene“. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio». Inoltre, nel brano viene ripetuto più volte “Sembra di stare a Thoiry, sembra di stare allo zoo”. Il riferimento è sempre a “ La Haine”; infatti, ad un certo punto, dopo alcuni moti in città, una troupe televisiva va in periferia e tenta di intervistare senza scendere dall’auto tre ragazzi, i protagonisti della pellicola. Quest’ultimi non reagiscono bene ed ecco che uno di loro, rivolto ai giornalisti, esordisce dicendo «on n’est pas à Thoiry» (non siamo a Thoiry). I tre ragazzi si sentono, infatti, in qualche modo osservati come se fossero animali pericolosi, messi in gabbia e per lo più disprezzati. Temono, dunque, che la loro vita, la loro realtà quotidiana possa essere distorta e deformata da una società incapace di comprenderli e che per di più li stigmatizza.

Intorno a questa tematica ruota l’intero testo di “Thoiry” che non è altro che una feroce denuncia sociale inerente lo stato di totale abbandono e degrado delle periferie e di chi vi abita. Il brano denuncia, infine, un’attitudine sempre più diffusa ai giorni nostri, ovvero la tendenza a relazionarsi con il mondo delle periferie con distacco e paura quasi come se fossimo in uno zoo safari dove è bello osservare gli animali nel loro habitat naturale ma solo se al riparo dentro  un’autovettura.

Tale distacco e cotanta paura, però, fanno sì che non si riesca più a comunicare; mattone dopo mattone alzano un muro insormontabile rendendo l’uomo terribilmente solo…ed un uomo che non può e non sa più comunicare cos’altro è, se non una bestia?

E ora, PLAY!

 

Lorenza Ferraro